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Fascicolo 2/2009

In questo numero:

R. Maltby – G. Calboli – E. Cesaretti – F. Stok – L. Lanza – M. Ravetto – F. Grande – D. Vaccaro – C. Gaetani Liseo – L. Bignotti – G. Altamura


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Robert Maltby, The Origins of Language: Ancient and Modern Theories in Dialogue
L’articolo si focalizza sull’origine del linguaggio e sulla relazione tra parole e oggetti nelle fonti antiche, tra le quali il Cratilo platonico e il De Lingua Latina di Varrone, che vengono messe in relazione con le teorie della linguistica moderna. Il dibattito nel mondo antico si concentra sulla natura di questa relazione: se sia essa naturale o convenzionale. La teorizzazione di un legame naturale propria di Platone, viene respinta già da Aristotele, ma è possibile ritrovarla, alternativamente a delle proporte di “convenzionalità”, nel pensiero epicureo, stoico, che ritroviamo in Varrone e nelle teorie moderne.
DOWNLOAD dell'articoloGualtiero Calboli, Linguistica antica e linguistica di oggi
La linguistica moderna si fonda sulla linguistica antica, in particolare sulla grammatica dei Greci e dei Latini: ad es. il concetto di frase come valore di verità (come la combinazione di parti del discorso sufficiente ad esprimere un giudizio di vero o di falso), che costituisca poi il punto di riferimento
di tutti i componenti del discorso (Chomsky e Montagne), è già di Aristotele e poi degli Stoici che hanno sviluppato la dottrina dell’axioma. Partendo, poi, dal criterio della ‘grammaticalizzazione’, largamente usato nella linguistica odierna in una prospettiva di storia della lingua, si affronta il concetto di lingua L o ‘lingua logica’ come attenzione metalinguistica e applicazione della linguistica derivata dal valore di verità (Montagne e Creswell). Si è messo, quindi, in rapporto questo atteggiamento con la tradizione legislativa e giudiziaria mesopotamica, semitica, indo-europea (Ittiti, Greci e Latini). In questo ambito si mostra come da una parte abbia cominciato a formarsi una coscienza linguistica e metalinguistica, e, d’altra parte, come la stessa lingua si sia arricchita di forme più complesse quali congiuntivo e ottativo e altre forme ‘oblique’ nominali e verbali (Vedico, Greco, Latino, Tocario). Lo sviluppo delle lingue indeuropee ha comportato, poi, in alcune lingue un riequilibrio tra forme nominali, pronominali e verbali in stretto rapporto con la struttura della lingua (nascita dell’articolo in Greco e nelle lingue Romanze derivate dal Latino e forte riduzione o scomparsa delle forme nominali del verbo come costruzioni participiali e infinitive (AcI)). Si connette, così, il problema dei cambiamenti che sono entrati stabilmente nella lingua come effetto della loro entrata nella ‘core grammar’ della lingua e, quindi, si affronta il
problema di come individuare la ‘core grammar’ di una lingua: in Latino individuazione della ‘core grammar’ tramite il bilinguismo (Greco–Latino). In conclusione e in connessione con il procedimento d’individuazione di una lingua L viene presentata la dottrina dei tropi e delle figure e dello
sviluppo della metafora e delle figure fra loro interconnesse nel gruppo della “allosiosis”.
DOWNLOAD dell'articoloEnrico Cesaretti, Massimo Bontempelli e il mito classico: il caso di Gente nel tempo
Questo saggio approfondisce l’analisi del mito classico di Kronos, alla base di Gente nel tempo di Bontempelli, e propone una nuova intepretazione del romanzo. Tale mito, se interpretato alla luce delle idee dello scrittore circa la creatività artistica, la Storia ed il tempo, suggerisce che il romanzo,
pur descrivendo l’azione distruttrice e divoratrice del tempo inteso come Kronos, allude anche alla possibilità di recuperare e ri-esperire un tipo di tempo alternativo: Kairos. Il noto progetto bontempelliano di ‘recupero dell’individuo’ ed il suo tentativo di fuggire dalla negatività della Storia
possono dunque derivare da un’esperienza alternativa, ‘kairotica’, in cui il tempo è caratterizzato dalla sua natura qualitativa piuttosto che quantitativa ed in cui l’arte e la creatività possono riacquistare ruoli attivi e preminenti. Per Bontempelli, in conclusione, la categoria del ‘gioco’, in tutte le sue ramificazioni, rappresenta appunto questo tipo di salvifica esperienza.
DOWNLOAD dell'articoloFabio Stok, Strategie freudiane: cultura classica e psicoanalisi
Freud, nelle sue opere, cita frequentemente autori greci e latini, nell’ambito di una strategia comunicativa di cui è possibile ricostruire le diverse fasi. I riferimenti al mondo antico sono rari o assenti nella prima fase della sua produzione (fino al 1899), anche negli Studi sull’isteria, dove pure il metodo ‘catartico’ elaborato da Freud e Breuer riecheggia Aristotele. Riferimenti ad Aristotele, Artemidoro d altri autori compaiono nella I ed. dell’Interpretazione dei sogni, e diventano più fitti e frequenti nelle edizioni successive. In seguito Freud indicò autori antichi quali veri e propri precursori del proprio pensiero: Platone per la teoria della libido ed Empedocle per la revisione della teoria delle pulsioni elaborata negli ultimi anni, che portò Freud ad introdurre l’istinto di morte.
DOWNLOAD dell'articolo Letizia Lanza, Mostri e meraviglie. Echi dall’ antico nelle opere di Sylvia Plath
Nell’universo visionario di Sylvia Plath numerose sono le immagini, le fantasie, gli spettri che infestano e, d’altro canto, alimentano la sua anima e la sua poesia. In non piccolo numero affiorano da un passato più o meno remoto, anche dal patrimonio della mitologia classica, e si innestano su mostri più recenti, vivi, dunque pericolosissimi. È questo il caso della Gorgone Medusa, presente nelle evidenze letterarie e artistiche dell’antichità greco–romana ed etrusca, che trova infausta personificazione nella figura (reale) della madre–matrigna Aurelia – come dimostrano sia brani in poesia e in prosa sia, di più ancora, le vibranti pagine dei Diari. È dunque l’eterno, irrisolto conflitto con la figura materna a determinare fin dagli inizi, nella poeta americana, tutta una serie di pulsioni, inquietudini, desideri, rifiuti, incertezze, ansie, in un continuo, sofferto alternarsi di vittorie e sconfitte. Motivi e ossessioni che trovano ulteriori benché diversi echi nei brani sull’esperienza matrimoniale con Hughes, destinata a chiudersi tragicamente, per Sylvia, con la delusione dell’adulterio e il successivo suicidio all’età di 30 anni.
DOWNLOAD dell'articolo Miriam Ravetto, Pseudorelativsätze vs. Relativsätze im Frühneuhochdeutschen und im Neuhochdeutschen: Syntax, Semantik und kommunikative Funktion
Il contributo propone un’analisi diacronica dei Pseudorelativsätze (pseudo-relative), ovvero frasi introdotte da un d-pronome di ripresa anaforica (der/die/das) che, pur manifestando strette analogie con le subordinate relative, differiscono da queste ultime in quanto presentano il verbo coniugato in seconda anziché in ultima posizione (cfr. Es gibt Philosophen, die kommen aus Grönland). Il corpus è costituito da testi scritti appartenenti all’alto tedesco protomoderno e moderno. L’uso delle pseudo-relative viene confrontato con quello delle subordinate relative in base a variabili sintattiche (posizione della struttura, classe di parola dell’antecedente etc.) e a funzioni semanticopragmatiche di ciascuna attestazione (funzione descrittiva, narrativa, identificativa etc.). Lo studio diacronico ha lo scopo di identificare analogie e/o divergenze nell’uso delle pseudo-relative tra i due periodi storici considerati e individuare costanti significative che favoriscono la presenza di una struttura sintattica al posto dell’altra.
DOWNLOAD dell'articolo Francesco Grande, L’insegnamento dell’arabo in contesto migratorio: proposte per un modello didattico diglossico e minimalista
Questo lavoro indaga il modello glottodidattico adottato nei corsi di arabo del progetto Laboratorio Interculturale (LABINT ) avviati in territorio milanese. La Sezione 1 delinea lo scenario sociolinguistico e glottodidattico dei Paesi Arabi, soprattutto in termini di diglossia. La Sezione 2 offre uno studio di caso del modello glottodidattico di LABINT . Le Sezioni 3 e 4 propongono di alleggerire l’apprendimento dell’arabo standard, valorizzando nei discenti le competenze pregresse di dialetto, tanto lessicali quanto sintattiche, come enucleate, rispettivamente, dall’ipotesi sociolinguistica dei ‘sistemi coesistenti’ e dall’ipotesi chomskiana dei ‘Princìpi e Parametri’. Le sezioni 5 e 6 presentano i lineamenti di un syllabus basato su tale approccio e le conclusioni.
DOWNLOAD dell'articolo Daniela Vaccaro, Numerical Value of the Foreign languages Classroom and Relationship with quality of the Teaching Method. Considerations and Research Themes
Il presente lavoro si basa su un’analisi variabile quantitativa degli studenti in rapporto al metodo di insegnamento della F.L.E. e consiste in uno studio dei diversi livelli di analisi nell’acquisizione di una seconda lingua. Il punto di partenza della nostra ricerca è costituito da una suddivisione delle quattro categorie di viaribili basate sulla teoria di Savignon. Gli studi intorno a questo tema comprendono i lavori di Gardner e Bettoni che si basano sulle esigenze degli apprendenti e sulle definizioni di interlingua di Corder, Selinker e Py; sul modello monitor proposto da Krashen; sulla differenza tra competence e performance derivante dalla teoria di Ellis e Barkhuizen. Gli approcci longitudinali e latitudinali analizzati da Larsen-Freeman e Long hanno una grande importanza per i nostri studi. L’approccio numerico permette di definire un metodo di insegnamento/apprendimento basato sulla consistenza quantitativa del gruppo-classe.
DOWNLOAD dell'articolo Cristina Gaetani Liseo, La battaglia del frontespizio e la percezione della traduzione
La percezione della traduzione viene indagata partendo dalla pratica bibliotecomica, la quale mostra come l’omissione del nome del traduttore sul frontespizio, abitudine esistente in editoria, abbia delle conseguenze non solo per il traduttore, ma anche per il lettore e la traduzione stessa. Tale omissione è un simbolo materiale della mancanza di percezione della traduzione – tema trattato in un questionario condotto tra i lettori di una biblioteca pubblica. I risultati di quest’ultimo, analizzati nella seconda parte dell’articolo, evidenziano l’urgenza di adottare alcune strategie per
sensibilizzare il pubblico lettore e nella conclusione trovano luogo alcune proposte.
DOWNLOAD dell'articolo Laura Bignotti, Traduzione come creazione poetica. I sonetti di Veronica Gambara nella versione tedesca di Martin Opitz
Tra i modelli letterari scelti da Martin Opitz (1597-1639) nell’ambito della propria importante opera di traduzione compaiono numerosi testi riconducibili al vasto repertorio del petrarchismo europeo. Quanto ai modelli italiani, i suoi Weltliche Poemata (1644) comprendono, oltre alla versione tedesca di due sonetti di Petrarca, la traduzione di sette liriche della poetessa bresciana Veronica Gambara (1485-1550). La peculiarità di queste “traduzioni” opitziane – o, forse più opportunamente Nachdichtungen –, esaminate nel presente articolo, risiede in una modalità di riproposizione dei contenuti che porta con sé le tracce di una loro più o meno consapevole reinterpretazione e personalizzazione, pur nel rispetto dell’assai formalizzato codice espressivo imposto dall’originale.
DOWNLOAD dell'articolo Giuliana Altamura, Il dialogo nell’opera del primo Maeterlinck
Il saggio, dopo essersi soffermato sulla poetica del silenzio del drammaturgo belga, si propone di approfondire l’analisi del dialogo nell’opera del primo Maeterlinck. Al rifiuto della mimesi classica corrisponde un discorso che ricalca le dinamiche dell’inconscio per arricchirsi di un ulteriore livello di lettura che trascende la comunicazione superficiale necessitata dalla situazione, assumendo un significato universale. Si rileva come la parola recuperi una dimensione prima e si avvalga del non-detto per esprimere ciò che l’insufficienza del linguaggio non può carpire. Ne deriva un dialogo spersonalizzato e monologico, pregno di ripetizioni ed echi, logicamente sconnesso e frammentario, punteggiato da esclamazioni e sospensioni che ne evidenziano l’inquietudine e la di dinamismo.

È possibile scaricare il file della rivista integrale in PDF cliccando qui.

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