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Fascicolo 2/2010

In questo numero:

L. Conti Camaiora – A. Cattaneo – P. Forchini – F. Vitale – L. Salvato – S. Raynaud – A.-M. Chabrolle-Cerretini – E. Galazzi – G. Gobber – J. Radimsky – G. Achard-Bayle


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Luisa conti Camaiora, The Feud in Romeo and Juliet: A Diagnosis as Diseased Body Politic and Metatheatrical Dramatization
Lo studio, partendo dalla premessa dell’importanza del concetto di ‘body politic’ in Shakespeare e dal modo in cui il corpo e le sue malattie facciano da riscontro ai problemi della nazione e dello stato, analizza la faida in Romeo and Juliet come analogia, nel microcosmo di Verona, dei conflitti politici nel macrocosmo dell’Inghilterra del tempo. Lo studio mette in risalto il modo in cui la presentazione della faida in questa tragedia utilizzi parametri ed effetti tipici della malattia e delle sue sequelae e ne traccia le conseguenze per i personaggi e le loro scelte. Inoltre nello studio vengono identificate tre importanti premesse metateatrali nel sonetto introduttivo del Prologo, e quindi viene proposto il modo in cui l’articolazione della faida si ponga come interfaccia a queste tre esigenze.
DOWNLOAD dell'articoloArturo Cattaneo, Do we need the Classics? Theory and Practice of Finding a Canon
Fino a pochi decenni fa, l’educazione impartita nelle scuole occidentali era essenzialmente di tipo classico e letterario: era convinzione diffusa che l’insegnamento dei classici fosse essenziale alla formazione dell’uomo libero, dello statista e del professionista. Questo stesso ideale classico è stato gradualmente intaccato nel corso degli ultimi due secoli, gli stessi che paradossalmente hanno visto il termine ‘classico’ entrare trionfalmente nella civiltà dei consumi. Recuperare i classici dal magazzino di antichità in cui sono stati confinati, anche per l’acquiescenza di un sistema scolastico troppo poco reattivo, costituirebbe molto più di un’operazione estetica.
DOWNLOAD dell'articoloPierfranca Forchini, “I mean, what was that about?”. Spontaneous and movie conversation compared
Il lavoro indaga l’uso del segnale discorsivo I mean nell’inglese americano illustrando le somiglianze e le differenze pragmatiche che tale segnale discorsivo assume nella conversazione spontanea e in quella filmica. Risultati preliminari dimostrano che in entrambi i domini conversazionali I mean viene solitamente impiegato in posizione media / centrale dell’enunciato con la funzione di chiarire quanto espresso precedentemente. Nelle versioni filmiche doppiate in italiano, I mean viene spesso omesso e le funzioni espresse subiscono dei cambiamenti rispetto a quelle che lo caratterizzano nelle versioni originali. Ciò nonostante, la funzione più comune di I mean, definita clarifying, viene mantenuta attraverso strategie di compensazione.
DOWNLOAD dell'articoloFrancesca Vitale, “La Dame aux camélias”: trasposizioni di un mito
Il presente articolo affronta la particolare tematica della trasposizione intersemiotica, ovvero della traduzione di un messaggio in codici espressivi diversi, prendendo come esempio esplicativo il caso del romanzo di Dumas figlio, dal titolo La Dame aux camélias, nelle sue trasposizioni teatrale, filmica, musicale. Dopo una breve introduzione sul concetto di intersemiosi, l’autrice approfondisce i singoli eventi traduttivi presi in considerazione, analizzando le analogie e le equivalenze tra linguaggi differenti. L’analisi dei linguaggi, sia testuale che visuale e musicale, è alla base di una critica comparativa che ricerca le relazioni tra diverse semiotiche per concludere con il riconoscimento dell’identità concettuale del messaggio, pur nella diversità espressiva del segno.
DOWNLOAD dell'articolo Lucia Salvato, Analisi linguistico-retorica di Joseph Ratzinger, “Das Gleichnis vom barmherzigen Samariter”
L’esegesi operata da J. Ratzinger della parabola del buon Samaritano (Lc 10, 25-37) nel testo Jesus von Nazareth (Herder Verlag, 2007) offre una lettura personale del brano evangelico che evidenzia la profondità e l’intensità di un vero e proprio cammino interiore. Tale cammino è espresso attraverso passaggi linguistico-retorici degni di nota, grazie ai quali l’immedesimazione personale si articola in un progressivo mescolarsi di voci e prospettive (ich, wir, wir alle, jeder). I tre livelli introspettivi in cui esso si articola sono lo specchio stilistico di una immersione dell’autore nell’iniziale punto di vista del narratore (l’evangelista Luca), nella successiva prospettiva del protagonista della parabola (il Samaritano) e infine nella più completa prospettiva del Dio fattosi prossimo in Gesú. In tale cammino il lettore è chiamato a coinvolgersi in prima persona. Gli artifici retorici, con i quali Ratzinger legge la risposta di Gesù contenuta nella parabola del Samaritano, aiutano a cogliere le sfumature semantiche racchiuse nel racconto, le quali svelano l’intento dell’atto informativo (la verità dell’insegnamento in esso racchiusa): divenire atto performativo volto a sfidare ogni lettore in una libera risposta personale.
DOWNLOAD dell'articolo Savina Raynaud, Il progetto “Théories et concepts du Cercle Linguistique de Prague au seuil du XXIe siècle” e il suo irraggiamento europeo
A ottant’anni dalla fondazione del Circolo Linguistico di Praga (1926-2006) è stato avviato nella Repubblica ceca il progetto Théories et concepts du Cercle Linguistique de Prague au seuil du XXIème siècle. Nel 2009, nel quadro del medesimo progetto, ha preso forma l’idea di organizzare fuori dai confini boemi seminari di medio termine a raggio europeo, di cui quello svoltosi presso l’Università Cattolica del S. Cuore – a Milano, nell’ottobre 2010 – costituisce la prima realizzazione. In queste pagine si tracciano le coordinate dell’intero progetto, se ne fornisce la bibliografia, si sottolineano specificità di metodi, comunanza di obiettivi e innesto europeo attraverso la rete di accordi Erasmus.
DOWNLOAD dell'articoloAnne-Marie Chabrolle-Cerretini, Sur la circulation des idées linguistiques de Wilhelm von Humboldt dans l’épistémè européenne
Si tratta di confrontare le tesi del ’29 del Circolo Linguistico di Praga con il progetto teorico di Humboldt. Il confronto porta sulla finalità della lingua, la lingua come attività e il posto del testo letterario nel piano dell’espressione. Questo esercizio permette di mettere in luce le idee humboldtiane che circolano nella episteme europea.
DOWNLOAD dell'articoloEnrica Galazzi,  Centralità della voce e punto di vista della psicologia. Agostino Gemelli (1878-1959) e la Scuola di Praga
L’interesse di Agostino Gemelli per la fonologia praghese si fa strada tramite la psicologia, nel tentativo di definire gli scopi dell’indagine psicologica sulle tracce di Stumpf e Bühler. La premessa che spiega il vantaggio e la precocità nella ricezione delle nuove idee, a livello internazionale, ma soprattutto rispetto al contesto nazionale, è la sua formazione scientifica perfezionata in Germania. L’Archivio dell’Università Cattolica custodisce interessanti tracce del sodalizio scientifico e umano tra Gemelli e Bühler, iniziato nel 1911 a Monaco e durato per oltre trent’anni, oltre ad un fittissimo carteggio con colleghi e laboratori di ogni parte del mondo. Contestualmente con la nascita dell’Università Cattolica, Gemelli portò avanti un progetto culturale destinato al mondo cattolico, profondamente ancorato nello sviluppo della ricerca scientifica. A tale proposito saranno indagati, oltre alle opere di Gemelli, l’Archivio e i registri di catalogazione della Biblioteca dell’Università Cattolica, con particolare attenzione al settore delle Scienze fonetiche il cui ambito disciplinare si andava faticosamente costituendo.
DOWNLOAD dell'articolo Giovanni Gobber, ‘Totalità’ e ‘intero parziale’ nell’universalismo di Othmar Spann e nelle teorie fonologiche di Trubeckoj e di Jakobson
L’articolo ricostruisce le connessioni che Trubeckoj e Jakobson stabilirono fra le proprie teorie fonologiche e le concezioni olistiche di Othmar Spann. Si analizzano due passi dei Travaux del 1931, nei quali i due linguisti impiegano la terminologia di Spann: Jakobson ne cita il nome, mentre Trubeckoj si limita a rilevare come la propria concezione sia in linea con “tendenze scientifiche moderne”. Con tale espressione egli si riferisce al pensiero di Spann: questo, tuttavia, si può comprendere solo dalla tipica terminologia ‘spanniana’ usata da Trubeckoj nella descrizione della propria teoria fonologica. Prove ulteriori circa il nesso con lo studioso austriaco emergono dall’esame della corrispondenza fra Jakobson e Trubeckoj. Tali documenti non sono prova di un influsso di Spann sulla fonologia di Trubeckoj e Jakobson. Essi peraltro mettono in evidenza l’alta considerazione che i due linguisti avevano nei confronti della metodologia olistica dello studioso viennese, la quale, a loro avviso, trovava applicazione rigorosa nelle proprie teorie del sistema fonologico.
DOWNLOAD dell'articolo Jan Radimsky, Predicazione: funzione centrale e periferica dei verbi
La presente relazione mostra che il concetto praghese di Centro-Periferia è inteso come un principio metaforico ed elastico, che serve a descrivere relazioni non-binarie tra diversi elementi e fenomeni linguistici. A livello più concreto, il concetto C-P sarà applicato nella descrizione delle funzioni del verbo italiano, specialmente nella relazione tra la funzione predicativa e la funzione supporto del verbo.
DOWNLOAD dell'articolo Guy Achard-Bayle, Du Cercle linguistique de Prague à une linguistique de texte ‘à la française’. Annonce des journées sur la Perspective fonctionnelle de la phrase Metz-Nancy 2012 & Plaidoyer pour une géopolitique des sciences
In questo articolo SI ESPONE l’influenza della Scuola di Praga sulla linguistica testuale francese, più o meno trent’anni fa. Due tendenze sono emerse: la prima incentrata sulla dinamica del testo, grazie a la sua progressione tematica; la seconda, di tradizione logica, ma anche in direzione della pragmatica, sui presupposti della frase.

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