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Category Archives: Archivio

Fascicolo 1/2015

In questo numero:

A. Cattani – F. H. van Eemeren – M.D. Aeschliman – V. Prencipe – V. Bogushevskaya – C. Naccarato – C. Macagno – G. Giardini


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Adelino Cattani, Il discorso di commiato del “più prolifico studioso di argomentazione al mondo”
DOWNLOAD dell'articolo Frans H. van Eemeren, Sulla ragionevolezza
DOWNLOAD dell'articolo M.D. Aeschliman, A Dark Angel and His Masterpiece: Aldous Huxley and Brave New World
DOWNLOAD dell'articolo Vittoria Prencipe, Origine e significato delle parole che parlano di cibo
L’intervento si propone di tracciare l’area semantica delle parole più comuni per indicare il cibo, ovvero accanto a ‘cibo’, ‘alimento’ e ‘nutrimento’, attraverso un’analisi prevalentemente etimologica, al fine di evidenziarne le differenze, perdute nell’uso contemporaneo delle stesse. La seconda parte dell’articolo si focalizza sul concetto di ‘banchetto’, convivium, pratica di vita in comune, sulla quale si fonda, in Occidente, l’idea stessa di civiltà.
Keywords: food, nourishment, banquet, civilization
DOWNLOAD dell'articolo Victoria Bogushevskaya, Chinese GRUE: on the original meaning and evolution of qīng 青
Una delle peculiarità del vocabolario dei colori in lingua cinese è la rappresentazione di diverse parti dello spettro tramite un unico termine – qīng 青, che denota non solo la categoria composita verde-azzurro, ma si estende anche verso l’area macro scura dello spazio del colore. Qīng è uno dei cinque colori canonici in Cina. Sebbene svolga una doppia funzione nella formazione delle parole – in qualità di radicale in cromonimi derivati in wenyan e come morfema in composizione con lessemi dei colori in cinese mandarino standard – non rappresenta uno dei termini di colore basici nella lingua cinese contemporanea, in quanto esistono termini distinti, psicologicamente salienti, per indicare il verde, l’azzurro e il nero. Questo articolo si concentra sull’analisi semantica di tutti i significati esistenti del termine qīng, determina la sequenza temporale della loro comparsa e avanza ipotesi sui motivi del loro sincretismo.
Keywords: colour naming, grue, macro-category, qing, colour categorisation
DOWNLOAD dell'articolo Chiara Naccarato, I composti verbali in russo
L’articolo tratta dei composti verbali in lingua russa. Dopo una breve illustrazione delle caratteristiche dei composti verbali e dei criteri utilizzati per la loro identificazione, i composti verbali russi vengono classificati in base alla loro struttura morfologica. Quindi, vengono individuate le diverse tipologie sottostanti all’etichetta generica di ‘composti verbali’ e vengono esclusi da questa categoria i composti che non possono farne parte.
Keywords: compounding, verbal compounds, Russian, argument structure
DOWNLOAD dell'articolo Claudio Macagno, La poetica di titoli e copertine dei gialli di Dar’ja Doncova
Questo lavoro prende in esame i titoli e le copertine dei gialli di Dar’ja Doncova, giallista russa che occupa una posizione di primo piano tra i leader del giallo femminile. A partire da alcune considerazioni sull’importanza e sulla funzione del titolo del testo letterario in generale, si passa all’indagine di questo fenomeno nella letteratura di massa, al cui interno si colloca la produzione di Doncova. L’articolo presenta una disamina dei procedimenti linguistici e semiotici alla base della scelta dei titoli e delle copertine dei gialli. Si evidenziano i principali raggruppamenti semantici, il rapporto che intercorre tra i titoli dei romanzi e le serie in cui questi sono raggruppati e i numerosi rimandi intertestuali che celano un’operazione raffinata e sofisticata, il risultato di una poetica che è un’espressione dei nostri tempi.
Keywords: mass popular literature, detective story, Dar’ja Doncova, titology, intertextuality
DOWNLOAD dell'articolo Giorgia Giardini, Il messaggio sociale nel teatro di Miguel Hernández
Questo lavoro si propone di illustrare la traiettoria sociale e politica di Miguel Hernández attraverso le sue opere di teatro: si analizzeranno tanto la sua progressiva adesione al comunismo quanto la sua attività di propaganda durante la Guerra Civile Spagnola. Allo stesso tempo, si descriveranno e giustificheranno diverse scelte tematiche dell’autore, con particolare attenzione alla caratterizzazione dei personaggi delle opere di teatro impegnato.
Keywords: Miguel Hernández, engaged theatre, characters, evolution
DOWNLOAD dell'articolo Recensioni
DOWNLOAD dell'articolo Giovanni Gobber, Rassegna di Linguistica generale e di glottodidattica
DOWNLOAD dell'articolo Enrica Galazzi e Chiara Molinari, Rassegna di Linguistica francese
DOWNLOAD dell'articolo Margherita Ulrych e Amanda Murphy, Rassegna di Linguistica inglese
DOWNLOAD dell'articolo Anna Bonola, Rassegna di Linguistica russa
DOWNLOAD dell'articolo Federica Missaglia, Rassegna di Linguistica tedesca

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Fascicolo 2/2013

In questo numero:

J. Rock – D. Puato – M. F. Bonadonna – N. Stoyanova – M. Di Salvo – L. Mor – M. Diez – M. Verna e M. Calusio – G. Gobber – E. Galazzi e C.Molinari – M. Ulrych e A. Murphy – A. Bonola – F. Missaglia


Saggi

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DOWNLOAD dell'articolo James Rock, Exploring vocabulary-related epistemological beliefs with Q-methodology
Negli ultimi decenni parecchie ricerche si sono concentrate sulla comprensione delle motivazioni che rendono conto dell’adozione di determinate strategie per l’apprendimento di vocaboli da parte di alcuni studenti e non di altri. Ciò ha comportato il prendere in esame numerose variabili, comprese tra le altre l’attitudine dello studente allo studio delle lingue, la motivazione, il ruolo dell’insegnante, e la convinzione di essere autoefficaci. In questo articolo si è dato rilievo all’esplorazione delle credenze epistemologiche riguardanti l’apprendimento di vocaboli, in un tentativo di comprendere quali credenze epistemologiche sono state più o meno favorite da 40 studenti universitari italiani di inglese come lingua straniera. Utilizzando una tecnica nota come metodologia Q, l’indagine ha rivelato che, sebbene i partecipanti condividano molte credenze epistemologiche riguardanti l’apprendimento di vocaboli, ci sono anche alcune importanti differenze tra di loro. Queste in particolare si riferiscono a come gli studenti sono dipendenti da una fonte esterna di conoscenza e alle loro opinioni sulla certezza della conoscenza.
DOWNLOAD dell'articolo Daniela Puato, Gli atti direttivi nei foglietti illustrativi dei medicinali tedeschi
In questo studio vengono analizzati gli atti direttivi di un corpus di foglietti illustrativi per i medicinali tedeschi con obbligo di prescrizione. In particolare, ne vengono descritte le diverse realizzazioni linguistiche e il grado di direttività. Un primo risultato evidenzia che l’imperativo e sollten si configurano come le formulazioni tipiche della direttività di questo genere testuale, a differenza di altri generi testuali della categoria istruttiva, caratterizzati per lo più dall’uso dell’infinito. Più rilevante è l’emergere di una tendenza alla desemantizzazione delle forme canoniche della direttività, che evidenzia come la difficile comprensibilità dei FI sia determinata anche da aspetti di natura pragmatica e non solo lessicale e sintattica.
DOWNLOAD dell'articolo Maria Francesca Bonadonna, Il fascismo contro i francesismi della moda. Il Commentario dizionario di Cesare Meano
Il Commentario Dizionario Italiano della Moda di Cesare Meano fu pubblicato nel 1936 dal regime fascista, come strumento atto a difendere lo strategico settore della moda dalle importazioni straniere. Questo articolo, dopo aver tracciato i caratteri generali del testo, finora poco studiato in ambito linguistico, vuole esaminare il trattamento dei prestiti dal francese nella Guida finale, dedicata alla versione dei forestierismi in italiano. Nella terza sezione sono, infine, proposte alcune note circa la ricezione del volume e delle proposte traduttive di Meano.
DOWNLOAD dell'articolo Nataliya Stoyanova, Complessità della gerarchizzazione sintattica in L2: confronto fra il russo degli apprendenti italofoni e quello dei parlanti nativi
Solitamente si pensa che gli apprendenti di una seconda lingua inizialmente usino strutture sintattiche piuttosto semplici e gradualmente avvicinino la loro sintassi alla norma della lingua d’arrivo. Alcuni approcci funzionali arrivano ad affermare che tutto il proccesso acquisizionale è una graduale sintattizzazione, ossia un passaggio dalla modalità pragmatica a quella sintattica. Nel presente lavoro vogliamo verificare se e in che misura questo sia vero nel caso in cui la lingua madre degli apprendenti sia più ipotattica (e dunque più complessa) rispetto alla lingua seconda. A questo scopo è stato condotto un esperimento su un corpus bilingue appositamente creato, che comprende la descrizione scritta di sette episodi del film muto Tempi Moderni fatta da 3 diversi gruppi di partecipanti all’esperimento: testi in russo L2 di italofoni, in italiano L1 (più ipotattico) e in russo L1 (meno ipotattico). Quindi è stata analizzata la complessità delle gerarchie macro-sintattiche usate nel corpus. Il lavoro che pubblichiamo presenta i dati osservati e dimostra che il livello di complessità delle gerarchie macro-sintattiche usate dagli italiani in russo anche alle tappe iniziali dell’acquisizione supera la complessità tipica per il russo L1. Per spiegare tale fenomeno si avanza l’ipotesi che nell’apprendimento della L2 l’influsso della lingua madre sia più determinante rispetto alla competenza ancora immatura nella lingua seconda.
DOWNLOAD dell'articolo Margherita Di Salvo, Lingua italiana e immagini dell’Italia nella scrittura migrante di Concetta Coppolino
Concetta Copolino, nata a Mazzarà Sant’Andrea (ME) nel 1939, migrò a Cambridge (Inghilterra) come donna delle pulizie. Quando arrivò in Inghilterra nel 1957, non conosceva l’inglese. Ma, dopo molti anni in Inghilterra e senza andare a scuola, è riuscita a imparare la lingua con cui ha scritto due romanzi, A Difficult Situation e A Volcanic Destiny. Al suo primo romanzo, A Difficult Situation, è dedicato il presente contributo, che si propone la sua analisi linguistica e culturale.
DOWNLOAD dell'articolo Lucia Mor, Die Literarisierung des entzifferten Ägypten. Wissenschaft und Fiktion im Roman Uarda (1877) von Georg Ebers (1837-1898)
Nel contesto dell’orientalismo ottocentesco riveste un ruolo significativo la produzione narrativa dell’egittologo berlinese Georg Ebers (1837-1898), i cui romanzi rientrano nella categoria del Professorenroman. Al confine fra letteratura e storiografia, le opere di ambientazione egizia di Ebers diedero origine ad una vera e propria egittomania e fecero conoscere ad un vasto pubblico di lettori figure, eventi, usi e costumi dell’antica terra del Nilo, a quel tempo oggetto di studio della prima generazione di egittologi tedeschi (Lepsius, Brugsch); ma la trasposizione letteraria dell’antico mondo egizio fu anche occasione per mettere a tema questioni scottanti di natura religiosa, politica e sociale del presente. L’analisi del romanzo Uarda, un successo stampato in migliaia di copie, intende non solo mettere a fuoco la Weltanschauung di Ebers, ma g anche contribuire a riscoprire uno scrittore che, seppur di valore mediocre dal punto di vista letterario, rappresenta un tassello significativo dello Zeitgeist guglielmino.
DOWNLOAD dell'articolo Martino Diez, I talismani di al-Maʿarrī: il prologo dell’Epistola del perdono e una divagazione in rima
L’articolo analizza e traduce due brani dell’Epistola del perdono, capolavoro del letterato filosofo Abū l-ʿAlāʾ al-Maʿarrī. Il ricco prologo in prosa rimata, già tradotto in tedesco e commentato da Gregor Schoeler, e una divagazione filologica secondo le lettere dell’alfabeto completano il quadro della prima parte dell’Epistola del perdono, dedicata al viaggio ultraterreno di Ibn al-Qāriḥ. In appendice sono infine offerte alcune correzioni e precisazioni alla traduzione dell’Epistola pubblicata da Einaudi (Torino 2011).
DOWNLOAD dell'articolo Marisa Verna e Maurizia Calusio, Recensioni
DOWNLOAD dell'articolo Giovanni Gobber, Rassegna di Linguistica generale e di Glottodidattica
DOWNLOAD dell'articolo Enrica Galazzi e Chiara Molinari, Rassegna di Linguistica francese
DOWNLOAD dell'articoloMargherita Ulrych e Amanda Murphy, Rassegna di Linguistica inglese
DOWNLOAD dell'articolo Anna Bonola, Rassegna di Linguistica russa
DOWNLOAD dell'articolo Federica Missaglia, Rassegna di Linguistica tedesca

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Fascicolo 1/2013

In questo numero:

F. Ricci Garotti – M. Bonifazio – M. Serio – L. Devilla – A. Raimondi – L. Salvato – G. Gobber – E. Galazzi e C. Molinari – M. Ulrych e A. Murphy – A. Bonola – F. Missaglia


Saggi

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DOWNLOAD dell'articolo Federica Ricci Garotti, Passione o leggerezza? Un’analisi contrastiva di pubblicità italiane e tedesche
Quale relazione esiste tra i gusti e le abitudini alimentari e l’identità? E in che modo il testo pubblicitario può aiutare a svelare la propria cultura e quella degli altri? Questo è uno degli interrogativi a cui il contributo cerca di dare una risposta analizzando un corpus di campagne pubblicitarie non esteso, ma significativo. Sono stati presi in esame, infatti, testi pubblicitari in italiano e in tedesco riguardanti le stesse marche di prodotti alimentari distribuiti in Italia e in Germania. I testi sono stati analizzati in chiave contrastiva attraverso le componenti linguistiche e visive, seguendo l’impostazione di alcuni tra gli studi più recenti sul testo multimodale. Il confronto tra le strategie utilizzate permette di confrontare sia il rapporto delle due culture con il cibo sia le tendenze attuali delle abitudini alimentari dei destinatari del messaggio. Di particolare interesse sono i testi pubblicitari di prodotti italiani (Barilla) per un pubblico tedesco e, viceversa, anche se meno numerosi, di prodotti tedeschi (ad esempio Müller) per un pubblico italiano. La presenza di stereotipi linguistici e culturali arricchisce l’analisi interculturale del rapporto, sempre complesso ma mai banale, tra i due Paesi e svela che, sorprendentemente, il linguaggio tedesco utilizzato per il gusto è molto più tradizionale e informativo di quello italiano, che contiene maggiori ambiguità e dunque esercita un’influenza più autoritaria sul gusto nella cultura italiana.
DOWNLOAD dell'articolo Massimo Bonifazio, “Dieta rigorosa, dicevamo”. Annotazioni sul cibo nella narrativa di Thomas Mann
Le descrizioni di atti alimentari svolgono un ruolo centrale nella narrativa di Thomas Mann. Esse consentono un’analisi approfondita su molti livelli. Mann le usa come dispositivo adatto a rappresentare personaggi e situazioni, mescolando la funzione simbolica a quella realistica. L’articolo indaga il ruolo delle moltissime rappresentazioni di atti alimentari in particolare nella novella Der Tod in Venedig (La morte a Venezia, 1912) e nel romanzo Buddenbrooks (I Buddenbrook, 1901).
DOWNLOAD dell'articolo Marco Serio, Die Weltzweiheit als Wahrnehmungsmuster im Gedichtbuch „Die Bettlerschale“ von Christine Lavant
Il presente articolo si focalizza sull’analisi di liriche esemplari, tratte dalla raccolta di poesie Die Bettlerschale (1956), della poetessa austriaca Christine Lavant, la cui esistenza è stata caratterizzata essenzialmente da povertà, malattie croniche, lutti, sofferenze, nonché da una profonda crisi religiosa, riflesso del rigoroso cattolicesimo imperante nella sua natia Carinzia. Nello specifico il mio contributo intende analizzare singole liriche della poetessa dall’intima prospettiva del suo Io, dimidiato tra sfera spirituale e terrena.
DOWNLOAD dell'articolo Lorenzo Devilla, L’image de la Sardaigne dans les guides touristiques français et italiens
Questo articolo si soffermerà sull’immagine della Sardegna che emerge dalle guide turistiche francesi e dalla guida italiana del Touring Club, in un’ottica contrastiva. Oggetto d’indagine non saranno tuttavia le immagini stereotipate, bensì i processi enunciativi nei quali si inserisce lo stereotipo. Sulla scorta degli studi più recenti nell’ambito della pragmatica della comunicazione turistica e dell’analisi del discorso turistico verranno analizzati, in particolare, l’aggettivazione e alcuni fenomeni di stereotipia linguistica e discorsiva: cliché di denominazione, citazioni e paragoni.
DOWNLOAD dell'articolo Andrea Raimondi, Dialetto e identità nei racconti di Beppe Fenoglio
Il concetto di identità è intrinsecamente ambivalente, e il termine è usato in una varietà di contesti. In quanto fenomeno assai complesso, il concetto di identità è stato al centro di numerosi studi apparsi negli ultimi cinquant’anni, anche se quelli che qui interessano maggiormente sono riguardanti gli aspetti linguistici dell’identità. Il linguaggio verbale è, infatti, un evidente indicatore di identità personale, e il primo strumento che si usa per negoziare il nostro rapporto con gli altri. Nella prima parte dell’articolo ci si sofferma brevemente su alcuni di questi studi, in particolare Acts of Identity di Robert Le Page e Andrée Tabouret-Keller, e sulla teoria della language accommodation formulata da Howard Giles. Si cercherà quindi di applicare queste teorie ad alcuni passi tratti dai racconti di Beppe Fenoglio, nei quali i personaggi si esprimono in dialetto piemontese, allo scopo di spiegare tali scelte linguistiche, e dimostrare come l’uso del dialetto può contribuire a esprimere l’identità personale del parlante e la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale.
DOWNLOAD dell'articolo Lucia Salvato, Recensioni
DOWNLOAD dell'articolo Giovanni Gobber, Rassegna di Linguistica generale e di Glottodidattica
DOWNLOAD dell'articolo Enrica Galazzi e Chiara Molinari, Rassegna di Linguistica francese
DOWNLOAD dell'articolo Margherita Ulrych e Amanda Murphy, Rassegna di Linguistica inglese
DOWNLOAD dell'articolo Anna Bonola, Rassegna di Linguistica russa
DOWNLOAD dell'articolo Federica Missaglia, Rassegna di Linguistica tedesca

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Fascicolo 2/2012

In questo numero:

L. Balbiani – M. Calusio – S. Gilardoni – H.-G. Grüning – E. Longhi – M. A. Rieger – M. Baggio e M. C. Gatti – B. Cambiaghi – E. Galeazzi e C. Molinari – M. Ulrych e M. L. Maggioni – A. Bonola – G. Gobber e F. Missaglia – F.Missaglia


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Laura Balbiani, Der Krieg ist der beste koch. Die Metapher des Essens in Einblattdrucken zur Zeit des Dreissigjährigen Krieges
Diese Fallstudie über Flugblätter aus der Zeit des Dreißigjährigen Krieges (1618-1648) zeigt, anhand zahlreicher Belege, wie die konzeptuelle Metapher des Essens, und insbesondere des Festessens, mit ihren zahlreichen Implikationen dazu geeignet war, einem breiten, nicht unbedingt gebildeten Publikum das extrem verwickelte Kriegsgeschehen näher zu bringen. Dadurch wurden die einzelnen Kriegsereignisse und die Stellung der unterschiedlichen kriegsführenden Parteien thematisiert und in einen umfassenden Deutungszusammenhang gebracht. So entstand ein dichtes Netz von intertextuellen Verweisen, das sich durch die unterschiedlichen Kriegsphasen erstreckt und den facettenreichen Implikationenbündel der Festessens-Metapher kreativ ausschöpft. Dank dieser Metapher, die aus dem Alltag des ‚gemeinen Mannes‘ hergeleitet wird (und sich bewusst seiner dürftigen Kost entgegensetzt) konnte man einen unübersichtlichen, äußerst komplexen Sachverhalt wie den des Dreißigjährigen Krieges auf eine greifbare, oft heilsgeschichtliche Perspektive zurückführen und den heftigen Spannungen jener Jahre Ausdruck verleihen.
DOWNLOAD dell'articolo Maurizia Calusio, “Crudele è la potenza della fame”. Leggendo Tutto scorre di Vasilij Grossman
Nel saggio vengono analizzati i passi della povest’ di V. Grossman Tutto scorre… dove compare il tema del cibo (la sua abbondanza o il suo opposto, la fame, fino alla tragedia della “Grande carestia”). Attraverso il tema del cibo, l’analisi mette in rilievo la compiutezza e la rilevanza artistica di una delle opere più significative dell’autore di Vita e destino, rimasta inedita fino al 1970, e a tutt’oggi ancora poco studiata.
DOWNLOAD dell'articoloSilvia Gilardoni, Parlare di olio. Terminologia della degustazione e tipi di testi
In questo contributo analizziamo la terminologia italiana del settore olivicolo con attenzione ai termini impiegati nella descrizione delle proprietà degustative dell’olio di oliva. Sulla base di un corpus costituito da una documentazione di carattere lessicografico e testuale in lingua italiana presentiamo un’analisi concettuale e terminologica del dominio dell’analisi sensoriale dell’olio. Una parte del lavoro è poi dedicata ad esaminare le modalità espressive e le variazioni terminologiche in tipi di testi specifici della comunicazione di settore, come testi normativi, testi divulgativi con finalità informative e testi promozionali.
DOWNLOAD dell'articoloHans-Georg Grüning, Gastronomische metaphorik und nationalcharakter
Il mangiare è uno dei fattori che servono a caratterizzare, per lo più in maniera spregiativa, una persona o gruppi di persone che hanno abitudini gastronomiche diverse dalle proprie attraverso un nome o nomignolo che si basa su una metafora gastronomica. Partendo da un’analisi linguisticosemantica la ricerca si allarga all’uso della metafora gastronomica nella satira politica (Hogarth, Gillray) e ad autori come Heinrich Heine e Vittorio Imbriani che usano le metafore gastronomiche per descrivere satiricamente e/o umoristicamente gli appartenenti ad altri popoli o gruppi sociali, una tecnica che in tempi di conflitti assume toni polemici e diffamanti.
DOWNLOAD dell'articolo Elisabetta Longhi, Una fame da toro. Riflessioni sull’ ingordigia nella cultura austriaca
L’esperienza del cibo e del suo eccesso è un tema che ha incontrato l’interesse di personalità provenienti da ambiti molto diversi, ciascuna caratterizzata da un motivo dominante nell’espressione del proprio biasimo. Si sceglieranno casi esemplari attinti da uno spazio temporale di più di tre secoli, dal tardo Seicento ai giorni nostri, e attraverso tale excursus si traccerà l’evoluzione del pensiero austriaco su quest’argomento, visto nei suoi risvolti religiosi, morali, psicologici, medici, sociali e anche comico-goliardici. Dall’anatema scagliato contro il peccato di gola nell’omiletica barocca si approderà al concetto di bulimia come malattia da curare.
DOWNLOAD dell'articolo Marie A. Rieger, Il sapore dell’ italia: i nomi delle marche alimentari pseudoitaliane in Germania
La cucina italiana è famosa e apprezzata in tutto il mondo. Per molti, la sua varietà e leggerezza sono l’espressione tangibile della proverbiale gioia di vivere degli italiani, per altri evoca il sole, il mare e le vacanze. Sicuramente tutti concordano sul fatto che la cucina italiana sia sinonimo di bontà e qualità. In Germania, in particolare, la gastronomia italiana può vantare quasi sessant’anni di storia e un fatturato annuale che supera i tre miliardi di Euro. Il successo del mangiare all’italiana si rispecchia anche sugli scaffali dei supermercati che sono pieni di prodotti alimentari tipici della cucina italiana. Ma accanto alle marche BARILLA, BUITONI e LAVAZZA si possono trovare anche gli spaghetti COMBINO, la pizza RIGGANO e il caffè BELLAROM. A differenza dei primi tre nomi, tutte marche tradizionali italiane, gli ultimi tre sono marche commerciali tedesche che hanno l’evidente obiettivo di suggerire l’origine italiana dei rispettivi prodotti. Poiché l’origine italiana è garante di bontà e qualità, anche aziende tedesche cercano di sfruttare il cosiddetto country-of-origin effect. L’analisi linguistica di un corpus di 41 nomi di marche tedesche italianizzanti dimostra che le naming strategies possono essere ricondotte a pochi modelli formativi, il che sembrerebbe violare l’imperativo dell’innovazione e della diversità imposto dalle strategie del marketing. Eppure, i nomi sono perfettamente funzionali: dal momento che corrispondono all’idea che i tedeschi hanno della lingua italiana, come dimostrano degli studi empirici condotti da me, tali nomi sono percepiti come italiani e ai rispettivi prodotti viene attribuita un’origine italiana che funge, a sua volta, da marchio di qualità.
DOWNLOAD dell'articolo Mario Baggio e Maria Cristina Gatti, Rassegna di Linguistica generale
DOWNLOAD dell'articolo Bona Cambiaghi, Rassegna di Glottodidattica
DOWNLOAD dell'articolo Enrica Galeazzi e Chiara Molinari, Rassegna di Linguistica Francese
DOWNLOAD dell'articolo Margherita Ulrych e Maria Luisa Maggioni, Rassegna di Linguistica Inglese
DOWNLOAD dell'articolo Anna Bonola, Rassegna di Linguistica Russa
DOWNLOAD dell'articolo Giovanni Gobber e Federica Missaglia, Rassegna di Linguistica Tedesca
DOWNLOAD dell'articolo F.Missaglia, Recensioni

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Fascicolo 1/2012

In questo numero:

E. Reggiani – C. Nifosi – R. Sarracco – F. Locatelli – M. Baggio e M.C. Gatti – B. Cambiaghi – E. Galazzi e C. Molinari – M. Ulrych e M.L. Maggioni – A. Bonola – G. Gobber e F. Missaglia


Saggi

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DOWNLOAD dell'articolo Enrico Reggiani, “A quiet renewal”. Tendenze religiose nella letteratura irlandese contemporanea
Nell’esaminare l’esperienza letteraria irlandese (comunque de nita) non bisognerebbe dimenticare che, come ha osservato Robert Welch, “the religious instinct is a permanent feature of Irish writing”. Il saggio offre sia alcune considerazioni introduttive di natura metodologica sul rapporto tra letteratura (in inglese) e religione, sia l’analisi di una selezione ragionata di effetti prodotti dall’influenza di tale “religious instinct” sulla “scrittura” di una serie di testi emblematici di provenienza irlandese: ad es., un discorso della ex-Presidente della Repubblica d’Irlanda Mary McAleese e alcuni passi pertinenti da opere di scrittori irlandesi degli ultimi decenni (Michael Longley, Frank McCourt, Roddy Doyle, Sebastian Barry, Joseph O’Connor, Seamus Heaney et al.).
DOWNLOAD dell'articolo Chiara Nifosi, Proust e Ruskin: il complesso ipotesto della coscienza
L’articolo si occupa di analizzare nuovi aspetti delle connessioni ipertestuali esistenti tra la produzione letteraria di John Ruskin e il grande romanzo di Marcel Proust, À la Recherche du Temps Perdu. Tale studio si concentra sul ruolo di Ruskin nel processo di acquisizione di uno stile originale da parte di Proust, sulla base delle tracce lasciate dall’autore francese negli apparati paratestuali che accompagnano le sue traduzioni di The Bible of Amiens e Sesame and Lilies. Nelle sue prefazioni e note, il traduttore sembra abbozzare alcune riflessioni cruciali per la stesura del capolavoro ancora in fase di elaborazione. Per fare ciò, il testo principale è trasformato da Proust in uno spazio di sperimentazione dove mettere alla prova le sue stesse scelte stilistiche. La ‘digestione’ proustiana delle opere di Ruskin è un lungo processo condotto in due fasi: al momento della traduzione, Proust si comporta come un vero critico fornendo al lettore citazioni tratte da altri testi e commenti riguardanti le scelte linguistiche, retoriche e ideologiche dell’autore; in un secondo momento, nel corso della stesura di À la Recherche du Temps Perdu, le riflessioni indotte da Ruskin ritornano e rivelano tutta la loro importanza nella costruzione della grande cattedrale proustiana. uesto ritorno di temi e motivi tipici dell’immaginario dell’artista è testimoniato a quattro livelli, tutti fondamentali per il romanzo: unità strutturale, trama, quadro retorico e analisi metatestuale sembrano anticipati da Proust negli apparati di accompagnamento alle due traduzioni e rielaborati in seguito. Il nostro obiettivo è quello di dimostrare che Proust ha tratto spunto dal confronto con Ruskin per definire la sua coscienza d’artista, grazie al costante confronto stilistico favorito dalla traduzione. Ruskin può essere quindi considerato un pretesto, e non tanto un modello, per l’autore francese. Le conclusioni si concentrano sull’originalità delle pratiche ipertestuali messe in atto da Proust in qualità di traduttore, critico e artista alla ricerca di uno stile completamente nuovo ed efficace.
DOWNLOAD dell'articoloRoberto Sarracco, Metafonologia de I demòni di F.M. Dostoevskij: analisi e problemi di traduzione
Il saggio presenta l’analisi metafonologica di un dialogo fra Pëtr Verchovenskij e Stavrogin dal romanzo I demòni di F.M. Dostoevskij, secondo la definizione di ‘metafonologia’ proposta da Sergio Cigada nel 1989. In esso vengono isolate le forme metafonologiche relative all’uno e all’altro personaggio e vengono classificate secondo i tratti sovrasegmentali del ritmo e del volume. Si ricostruiscono, così, alcune sfumature della comunicazione fittizia del romanzo dostoevskiano, lette alla luce della sua struttura teatrale e della coesistenza, in esso, di tragicità e comicità, dichiarata dall’autore stesso. In conclusione, l’autore propone alcune soluzioni per la traduzione italiana del testo metafonologico.
DOWNLOAD dell'articoloFederica Locatelli, L’inépuisable fonds de l’universelle analogie: Baudelaire et la comparaison
Si pour Charles Baudelaire, comparer signifie “puiser dans l’inépuisable fonds de l’universelle analogie” et révéler ces correspondances qui constituent le but d’une vie d’homme et d’artiste, nous comprenons le rôle prééminent conféré à la figure de la comparaison dans une telle poétique. Séparée de la métaphore, avec laquelle elle a toujours été mise en relation au fil des siècles, cette figure, par l’entremise du ‘comme’ – le sésame d’un rapport nouveau, selon la définition de Meschonnic – se caractérise par une configuration et des potentialités spécifiques: entre toutes, la possibilité de défigurer la réalité ainsi qu’elle est conçue pour la recréer grâce à l’établissement de nouveaux rapports de correspondance entre les éléments. Soumise au travail “scientifique” sur le langage établi par l’écrivain symboliste, la comparaison est investie d’un pouvoir poétique innovateur de signification, dont nous essayerons d’offrir un aperçu en analysant quelques-unes de ses occurrences, parmi les plus originales, qui apparaissent dans le recueil des Fleurs du Mal.
DOWNLOAD dell'articolo Recensioni
DOWNLOAD dell'articolo Rassegna di Linguistica Generale, a cura di M. Baggio e M.C. Gatti
DOWNLOAD dell'articolo Rassegna di Glottodidattica, a cura di B. Cambiaghi
DOWNLOAD dell'articolo Rassegna di Linguistica Francese, a cura di E. Galazzi e C. Molinari
DOWNLOAD dell'articolo Rassegna di Linguistica Inglese, a cura di M. Ulrych e M.L. Maggioni
DOWNLOAD dell'articolo Rassegna di Linguistica Russa, a cura di A. Bonola
DOWNLOAD dell'articolo Rassegna di Linguistica Tedesca, a cura di G. Gobber e F. Missaglia

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Fascicolo 2/2011

In questo numero:

E. Banfi – M. Morani – C. Heiss & M. Soffritti – T. Roelcke – P. F. Fumagalli – C. Plantin – J. G. Tamine – I. M. Kobozeva – R. Reppen – M. Baggio & M. C. Gatti, B. Cambiaghi, D. Vago, E. Galazzi & C. Molinari, M. Ulrych & M. L. Maggioni, A. Bonola, G. Gobber & F. Missaglia


Saggi

DOWNLOAD dell'articoloIndice
DOWNLOAD dell'articolo Emanuele Banfi, ‘Imperfezione’ vs ‘perfezione’ dei sistemi linguistici
Da un punto di vista puramente strutturale, qualsiasi lingua (sia che si tratti di una prestigiosa lingua di cultura che di un dialetto di qualsiasi parte del mondo) è perfetta. In teoria, ogni sistema linguistico possiede i propri sistemi fonologici, morfologici, lessicali e sintattici ed essi sono perfettamente funzionali. Il concetto di ‘imperfezione’ o, meglio, ‘inadeguatezza’ si può attribuire ad un sistema linguistico quando ne vengono analizzate le ‘potenzialità’ da un punto di vista socioculturale. Un sistema linguistico è tanto più vicino alla perfezione quanti più sono i domini socioculturali in cui può essere utilizzato. A questo proposito è molto utile il concetto di ‘architettura’ dei sistemi linguistici: si tratta di un concetto che consente di cogliere, grazie a una serie di parametri linguistici, i segmenti che ‘compongono’ il sistema e che determinano la loro reciproca posizione in uno spazio linguistico ideale.
DOWNLOAD dell'articolo Moreno Morani, Per uno studio in prospettiva diacronica della lingua del calcio
L’articolo propone una descrizione di alcune problematiche relative alla terminologia del calcio secondo i metodi della linguistica diacronica. Riprendendo un contributo del 1991 l’autore si propone di esaminare alcuni cambiamenti del linguaggio calcistico negli ultimi venti anni. Sono trattati i seguenti punti: 1. la terminologia calcistica in Wikipedia. 2. parole effimere nella lingua del calcio. 3. italiano e altre lingue: qualche confronto. 4. palo e traversa. 5. termini stranieri in italiano (e termini italiani in lingue straniere). 6. neologismi del calcio. 7. ‘gol’ e derivati. 8. ‘dribblare’ e derivati. 9. il tipo ‘finalissima’. 10. il tipo ‘facitore’ e altri nomina agentis in -tore. 11. conclusioni.
DOWNLOAD dell'articoloChristine Heiss, Marcello Soffritti, “Das ist namlich so / So lauft das namlich”. Der Gebrauch von namlich und seinen italienischen Entsprechungen in Filmdialogen. Eine kontrastive Untersuchung mit der Datenbank FORLIXT
In questo contributo si propone un’analisi dell’uso di nämlich nella comunicazione dialogica orale e delle possibili corrispondenze in italiano. L’indagine integra i risultati finora disponibili, ricavati sostanzialmente da documenti scritti o da esempi autoprodotti, con elementi nuovi derivanti dalla banca dati multimediale forlixt. In aggiunta alle classificazioni finora proposte si individuano nuove funzioni comunicative e particolari strategie dell’interazione dialogica, con un uso molto flessibile e differenziato di nämlich. Questa ricchezza e flessibilità si manifesta anche nel doppiaggio dall’italiano al tedesco, a fronte di specifiche esigenze della traduzione multimediale.
DOWNLOAD dell'articoloThorsten Roelcke, Das Italienische in der deutschen Sprachreflexion des Barock und der Aufklarung
Il presente articolo tratteggia il pensiero tedesco sulla lingua italiana nel XVII e XVIII secolo. Si illustra come, nel periodo barocco e illuminista, la lingua italiana sia oggetto di discussioni controverse, di metafore e di giudizi di valore. Viene poi descritto un progetto lessicografico riguardante il pensiero relativo al linguaggio nei paesi di lingua tedesca. Grazie ad una struttura lessicografica nuova e snella, l’obiettivo del progetto consiste nel fornire un’interpretazione immanente al testo ed una documentazione del pensiero relativo alle lingue ed ai dialetti di questo periodo.
DOWNLOAD dell'articolo Pier Francesco Fumagalli, Lingue, culture, religioni: Cina e India in dialogo
Nuove opportunità di scambi culturali globali stimolano la riflessione sulle religioni e sulle culture, nei contesti europeo ed asiatico, e spingono a fare riferimento a tradizioni antiche e a teorie antropologiche contemporanee. non solo la tradizione ebraica, cristiana e musulmana, ma anche il pensiero metafisico e mistico della Grecia e dell’India dovrebbe sviluppare un dialogo più profondo con i valori cinesi di origine confuciana e taoista. Altri contributi, che condividono lo sforzo verso la responsabilità di affrontare le sfide della società di oggi, possono provenire dai molti studi scientifici ed umanistici, dalle tradizioni buddiste e dalle ricerche storiche.
DOWNLOAD dell'articolo Christian Plantin, Ethos, persona e autorità
Che cosa è l’ethos e che ruolo ha nell’argomentazione? al di là delle rilevanti relazioni tra i concetti di ethos e logos (l’ethos consiste principalmente di un processo discorsivo che costruisce la persona) e tra ethos e pathos (l’ethos necessariamente muove), il contributo prende le mosse dagli usi polisemici della parola ethos, che sembra aver sostituito la parola personalità nel lessico dell’argomentazione. La ‘persona’ viene analizzata da tre punti di vista: in primo luogo, in quanto origine del discorso, l’ethos può avere il ruolo di prova ed essere persuasivo nella misura in cui la persona appare esperta e onesta. Quindi si analizza la distinzione tra ethos tecnico (un risultato del discorso) ed extra-tecnico (il carisma). In secondo luogo, la persona è l’oggetto del discorso che condiziona l’esistenza di determinate linee (tematiche) nella costruzione testuale. Infine, la persona è il destinatario del discorso: il tipo di ascoltatore determina premesse e argomenti. I modelli critici rifiutano l’autorità come se fosse una contaminazione: qui si accoglierà la sfida di pensare l’argomentazione quale attività in contesto al fine di determinare le condizioni di un uso accettabile dell’autorità. Per fare questo, si argomenterà contro un ethos invasivo dal punto di vista retorico, quindi contro l’autoritarismo. Il contesto ci indica le condizioni sociali specifiche, come le norme legali, che vincolano attraverso la forza di istituzioni convenzionali.
DOWNLOAD dell'articolo Joelle Gardes Tamine, Rhetorique et poesie
Aristotele istituì una distinzione tra poesia e retorica perché la prima riguarda ciò che è possibile e la seconda riguarda i fatti. Tuttavia è possibile ravvisare punti di contatto tra le due discipline. La poesia può argomentare e, nel discorso epidittico, è allineata alla retorica riguardo alla necessità di promuovere i valori della bellezza. Inoltre, Aristotele riconosceva che “il pensiero” e “le modalità espressive” caratterizzano entrambe in egual modo. Questo produce in ultima analisi una visione della lingua globale e altamente flessibile, risolvendo i conflitti, come si può vedere nel caso delle figure retoriche. Non solo il trio ethos-logos-pathos permette di definire la retorica “problematologica”, nella terminologia di M. Meyer, ma si applica anche a tutte le funzioni linguistiche, così che è possibile considerare la poesia come una branca della retorica o entrambe come i poli di una medesima attività linguistica.
DOWNLOAD dell'articoloIrina Michajlovna Kobozeva, Conjunctions as markers of rhetoric relations in discourse: the case of Russian ‘и’ – Союзы как маркеры риторических отношений в дискурсе: русский союз ‘и’
Il contributo è uno studio di caso riguardante la semantica delle congiunzioni considerate come segnali di relazioni semantiche tra unità del discorso. Da questo punto di vista viene esplorata la varietà di usi, che i grammatici hanno chiamato “sensi specifici” della principale congiunzione coordinativa in russo, и (“e”). Le relazioni retoriche (rr) tratte dalla teoria della struttura retorica di Mann e Thompson sono usate come un meta-linguaggio per descrivere il significato di questa congiunzione. Viene descritto l’ampio spettro di rr compatibili con l’uso di и e si dimostra che in generale un “senso specifico” della congiunzione in una data frase composta può essere correttamente interpretato solo nel contesto di unità discorsive più ampie.
DOWNLOAD dell'articoloRandi Reppen, The internet as a resource for English language instruction
Il contributo riguarda l’utilizzo delle risorse online per l’insegnamento della lingua. Viene offerta una descrizione di risorse per insegnanti e studenti, insieme ad alcune linee guida per il loro utilizzo. Sono prese in considerazione risorse che mettono a tema competenze specifiche insieme a strumenti proposti per la creazione di attività. L’articolo si conclude con una breve esplorazione dei corpora online.
DOWNLOAD dell'articolo Note, Discussioni e Rassegne, a cura di Mario Baggio e Maria Cristina Gatti, Bona Cambiaghi, Davide Vago, Enrica Galazzi e Chiara Molinari, Margherita Ulrych e Maria Luisa Maggioni, Anna Bonola, Giovanni Gobber e Federica Missaglia

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Fascicolo 1/2011

In questo numero:

G. Gobber – A. Murphy – R. Rizzoli – A. Anselmo – R. Grandi – F. Lonati


Saggi

DOWNLOAD dell'articoloIndice
DOWNLOAD dell'articolo Giovanni Gobber, Una nota sul contenuto proposizionale delle domande
L’ipotesi alla base dell’articolo è che sia il contenuto proposizionale delle domande sia l’ambito delle risposte pertinenti siano compresi per mezzo di fattori pragmatici. Riprendendo concetti e termini introdotti da Kazimierz Ajdukiewicz e Roman Ingarden, si distinguono due componenti fondamentali nel contenuto di una domanda: il datum e l’obiectum quaestionis (quest’ultimo è visto come una variabile vincolata a un dominio di ricerca). Viene poi intrapresa un’analisi di esempi tratti da un corpus di testi scritti; sono considerate sia domande di verifica (“sì / no”) sia domande complementative. Sulla base di un modello inferenziale alla Grice si mostra come il dominio di ricerca sia determinato sulla base del contesto e l’ambito delle risposte pertinenti sia stabilito a livello della concreta istanza testuale (token).
DOWNLOAD dell'articoloAmanda Murphy, Oh! What a humanitarian war! A comparative corpus-assisted study of humanitarian/umanitario in English and Italian opinion article
Il contributo illustra un case study di tipo contrastivo dell’aggettivo inglese ‘humanitarian’ e dell’italiano ‘umanitario’ nel contesto di articoli di opinione pubblicati su quotidiani. Vengono esplorate le definizioni dei due aggettivi in alcuni dizionari e ne vengono studiate le collocazioni sia in corpora di riferimento inglesi ed italiani che in corpora specialistici comprendenti articoli di opinione nella stampa inglese ed italiana. Mentre l’aggettivo risulta essere semanticamente neutro, i suoi collocati sono parole sia positive che negative. Nel contesto di conflitti militari, i risultati indicano un atteggiamento sempre più scettico da parte degli opinionisti, sia inglesi che italiani, in merito agli scopi benefici di interventi ‘umanitari’.
DOWNLOAD dell'articoloRenato RizzoliSull’utilizzo dell’immaginario economico nella lirica profana di John Donne (con particolare riferimento all’elegia XI, The Bracelet)
Attraverso l’analisi delle dinamiche amorose dei due amanti nell’elegia XI The Bracelet, il saggio intende mettere in luce come esse siano influenzate sul piano culturale dalle negoziazioni tipiche della nascente economia di mercato, che rappresentano in tal modo, nell’intuizione donniana, la moderna allegoria d’amore. Questo modello mercantile ‘quantitativo’ inaugurato in questa elegia giovanile ricorre anche nella poesia amorosa successiva, costituendo una delle imagery cruciali con cui Donne rappresenta la natura proteiforme, precaria, intrinsecamente imperfetta della relazione amorosa. Tale imagery mercantile, rinviando ad un nesso causale esterno, ridefinisce al contempo l’autonomia della sfera amorosa donniana, dimostrando come essa in realtà non sia così esclusiva.
DOWNLOAD dell'articoloAnna Anselmo, Fictionalizing Keats’s Last Journey: the Young Man and the Sea
Nel settembre 1820 Keats lascia Londra a bordo della Maria Crowther. Le fasi del viaggio hanno valore simbolico: il mare é un non-luogo e la Maria Crowther un’eterotopia, “grandi separatori” fra Londra e Roma, passato e presente, vita e morte. Gli echi letterari nelle lettere di Keats e del suo compagno di viaggio, Severn, mostrano che l’esperienza in mare ha una struttura narrativa e può quindi essere paragonata al racconto del Vecchio Marinaio di Coleridge, alla traversata dell’Acheronte nella Divina Commedia, al naufragio nel Don Juan byroniano, e al tumultuoso viaggio per mare di Leigh Hunt (1821-1822).
DOWNLOAD dell'articolo Roberta Grandi, “What was done there is not to be told!” Plans for improvement and designs for ruin in Austen’s Sotherton Court
L’articolo prende in considerazione il romanzo Mansfield Park di Jane Austen, concentrandosi in particolare sulle descrizioni e sugli eventi legati a Sotherton Court, l’abitazione di Mr. Rushworth. Il romanzo dedica grande attenzione ai progetti di rinnovamento del parco di Sotherton, offrendo interessanti osservazioni riguardo alla moda per l’architettura dei giardini e alle differenti attitudini dei personaggi coinvolti. L’articolo si apre con una introduzione generale sulla situazione dell’architettura paesaggistica nell’epoca di Jane Austen e si dedica, poi, ad approfondire l’analisi degli elementi descritti nel romanzo. La seconda parte dell’articolo si sviluppa a partire dalla considerazione del parco come locus amoenus, il giardino di piacere, per poi studiare la visita a Sotherton Court come narrata nei capitoli 9 e 10 del primo volume. L’episodio mette in scenai personaggi principali mentre, protetti dall’intimità della “wilderness” e dell’“ha-ha”, si lasciano andare a comportamenti impropri. L’analisi mostra come questo episodio costituisca una prefigurazione metaforica dello sviluppo futuro della trama e come esso fornisca, allo stesso tempo, un giudizio morale sul comportamento dei personaggi.
DOWNLOAD dell'articolo Franco Lonati, La citazione pittorica in Giulietta e Romeo di Renato Castellani
Il presente studio vuole analizzare le citazioni pittoriche del film Giulietta e Romeo di Renato Castellani (1954). Dopo un breve resoconto della genesi del film e del contesto storico e culturale in cui il film fu prodotto, l’articolo passa in rassegna alcuni esempi del modo in cui il regista sceglie e utilizza le sue fonti pittoriche rinascimentali per la composizione delle inquadrature, la definizione dell’aspetto fisico dei personaggi principali e secondari e dei costumi. Scopo non secondario dell’articolo è anche quello di contribuire, per quanto possibile, alla riscoperta di un ottimo adattamento shakespeariano oggi sostanzialmente dimenticato.
DOWNLOAD dell'articolo Note e discussioni
Jacqueline Lillo ed., 1583-2000: Quattro secoli di lessicografia italo-francese. Repertorio analitico di dizionari bilingue
M. Bondi – M. Scott ed., Keyness in Texts
Mariolina Bertini, Incroci obbligati. Romanzo, ritratto, mélodrame
DOWNLOAD dell'articolo Rassegne
Rassegna di Linguistica Generale, a cura di Mario Baggio e Maria Cristina Gatti
Rassegna di Glottodidattica, a cura di Bona Cambiaghi
Rassegna di Linguistica Francese, a cura di Enrica Galazzi e Chiara Molinari
Rassegna di Linguistica Inglese, a cura di Margherita Ulrych e Maria Luisa Maggioni
Rassegna di Linguistica Russa, a cura di Anna Bonola.

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Fascicolo 2/2010

In questo numero:

L. Conti Camaiora – A. Cattaneo – P. Forchini – F. Vitale – L. Salvato – S. Raynaud – A.-M. Chabrolle-Cerretini – E. Galazzi – G. Gobber – J. Radimsky – G. Achard-Bayle


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Luisa conti Camaiora, The Feud in Romeo and Juliet: A Diagnosis as Diseased Body Politic and Metatheatrical Dramatization
Lo studio, partendo dalla premessa dell’importanza del concetto di ‘body politic’ in Shakespeare e dal modo in cui il corpo e le sue malattie facciano da riscontro ai problemi della nazione e dello stato, analizza la faida in Romeo and Juliet come analogia, nel microcosmo di Verona, dei conflitti politici nel macrocosmo dell’Inghilterra del tempo. Lo studio mette in risalto il modo in cui la presentazione della faida in questa tragedia utilizzi parametri ed effetti tipici della malattia e delle sue sequelae e ne traccia le conseguenze per i personaggi e le loro scelte. Inoltre nello studio vengono identificate tre importanti premesse metateatrali nel sonetto introduttivo del Prologo, e quindi viene proposto il modo in cui l’articolazione della faida si ponga come interfaccia a queste tre esigenze.
DOWNLOAD dell'articoloArturo Cattaneo, Do we need the Classics? Theory and Practice of Finding a Canon
Fino a pochi decenni fa, l’educazione impartita nelle scuole occidentali era essenzialmente di tipo classico e letterario: era convinzione diffusa che l’insegnamento dei classici fosse essenziale alla formazione dell’uomo libero, dello statista e del professionista. Questo stesso ideale classico è stato gradualmente intaccato nel corso degli ultimi due secoli, gli stessi che paradossalmente hanno visto il termine ‘classico’ entrare trionfalmente nella civiltà dei consumi. Recuperare i classici dal magazzino di antichità in cui sono stati confinati, anche per l’acquiescenza di un sistema scolastico troppo poco reattivo, costituirebbe molto più di un’operazione estetica.
DOWNLOAD dell'articoloPierfranca Forchini, “I mean, what was that about?”. Spontaneous and movie conversation compared
Il lavoro indaga l’uso del segnale discorsivo I mean nell’inglese americano illustrando le somiglianze e le differenze pragmatiche che tale segnale discorsivo assume nella conversazione spontanea e in quella filmica. Risultati preliminari dimostrano che in entrambi i domini conversazionali I mean viene solitamente impiegato in posizione media / centrale dell’enunciato con la funzione di chiarire quanto espresso precedentemente. Nelle versioni filmiche doppiate in italiano, I mean viene spesso omesso e le funzioni espresse subiscono dei cambiamenti rispetto a quelle che lo caratterizzano nelle versioni originali. Ciò nonostante, la funzione più comune di I mean, definita clarifying, viene mantenuta attraverso strategie di compensazione.
DOWNLOAD dell'articoloFrancesca Vitale, “La Dame aux camélias”: trasposizioni di un mito
Il presente articolo affronta la particolare tematica della trasposizione intersemiotica, ovvero della traduzione di un messaggio in codici espressivi diversi, prendendo come esempio esplicativo il caso del romanzo di Dumas figlio, dal titolo La Dame aux camélias, nelle sue trasposizioni teatrale, filmica, musicale. Dopo una breve introduzione sul concetto di intersemiosi, l’autrice approfondisce i singoli eventi traduttivi presi in considerazione, analizzando le analogie e le equivalenze tra linguaggi differenti. L’analisi dei linguaggi, sia testuale che visuale e musicale, è alla base di una critica comparativa che ricerca le relazioni tra diverse semiotiche per concludere con il riconoscimento dell’identità concettuale del messaggio, pur nella diversità espressiva del segno.
DOWNLOAD dell'articolo Lucia Salvato, Analisi linguistico-retorica di Joseph Ratzinger, “Das Gleichnis vom barmherzigen Samariter”
L’esegesi operata da J. Ratzinger della parabola del buon Samaritano (Lc 10, 25-37) nel testo Jesus von Nazareth (Herder Verlag, 2007) offre una lettura personale del brano evangelico che evidenzia la profondità e l’intensità di un vero e proprio cammino interiore. Tale cammino è espresso attraverso passaggi linguistico-retorici degni di nota, grazie ai quali l’immedesimazione personale si articola in un progressivo mescolarsi di voci e prospettive (ich, wir, wir alle, jeder). I tre livelli introspettivi in cui esso si articola sono lo specchio stilistico di una immersione dell’autore nell’iniziale punto di vista del narratore (l’evangelista Luca), nella successiva prospettiva del protagonista della parabola (il Samaritano) e infine nella più completa prospettiva del Dio fattosi prossimo in Gesú. In tale cammino il lettore è chiamato a coinvolgersi in prima persona. Gli artifici retorici, con i quali Ratzinger legge la risposta di Gesù contenuta nella parabola del Samaritano, aiutano a cogliere le sfumature semantiche racchiuse nel racconto, le quali svelano l’intento dell’atto informativo (la verità dell’insegnamento in esso racchiusa): divenire atto performativo volto a sfidare ogni lettore in una libera risposta personale.
DOWNLOAD dell'articolo Savina Raynaud, Il progetto “Théories et concepts du Cercle Linguistique de Prague au seuil du XXIe siècle” e il suo irraggiamento europeo
A ottant’anni dalla fondazione del Circolo Linguistico di Praga (1926-2006) è stato avviato nella Repubblica ceca il progetto Théories et concepts du Cercle Linguistique de Prague au seuil du XXIème siècle. Nel 2009, nel quadro del medesimo progetto, ha preso forma l’idea di organizzare fuori dai confini boemi seminari di medio termine a raggio europeo, di cui quello svoltosi presso l’Università Cattolica del S. Cuore – a Milano, nell’ottobre 2010 – costituisce la prima realizzazione. In queste pagine si tracciano le coordinate dell’intero progetto, se ne fornisce la bibliografia, si sottolineano specificità di metodi, comunanza di obiettivi e innesto europeo attraverso la rete di accordi Erasmus.
DOWNLOAD dell'articoloAnne-Marie Chabrolle-Cerretini, Sur la circulation des idées linguistiques de Wilhelm von Humboldt dans l’épistémè européenne
Si tratta di confrontare le tesi del ’29 del Circolo Linguistico di Praga con il progetto teorico di Humboldt. Il confronto porta sulla finalità della lingua, la lingua come attività e il posto del testo letterario nel piano dell’espressione. Questo esercizio permette di mettere in luce le idee humboldtiane che circolano nella episteme europea.
DOWNLOAD dell'articoloEnrica Galazzi,  Centralità della voce e punto di vista della psicologia. Agostino Gemelli (1878-1959) e la Scuola di Praga
L’interesse di Agostino Gemelli per la fonologia praghese si fa strada tramite la psicologia, nel tentativo di definire gli scopi dell’indagine psicologica sulle tracce di Stumpf e Bühler. La premessa che spiega il vantaggio e la precocità nella ricezione delle nuove idee, a livello internazionale, ma soprattutto rispetto al contesto nazionale, è la sua formazione scientifica perfezionata in Germania. L’Archivio dell’Università Cattolica custodisce interessanti tracce del sodalizio scientifico e umano tra Gemelli e Bühler, iniziato nel 1911 a Monaco e durato per oltre trent’anni, oltre ad un fittissimo carteggio con colleghi e laboratori di ogni parte del mondo. Contestualmente con la nascita dell’Università Cattolica, Gemelli portò avanti un progetto culturale destinato al mondo cattolico, profondamente ancorato nello sviluppo della ricerca scientifica. A tale proposito saranno indagati, oltre alle opere di Gemelli, l’Archivio e i registri di catalogazione della Biblioteca dell’Università Cattolica, con particolare attenzione al settore delle Scienze fonetiche il cui ambito disciplinare si andava faticosamente costituendo.
DOWNLOAD dell'articolo Giovanni Gobber, ‘Totalità’ e ‘intero parziale’ nell’universalismo di Othmar Spann e nelle teorie fonologiche di Trubeckoj e di Jakobson
L’articolo ricostruisce le connessioni che Trubeckoj e Jakobson stabilirono fra le proprie teorie fonologiche e le concezioni olistiche di Othmar Spann. Si analizzano due passi dei Travaux del 1931, nei quali i due linguisti impiegano la terminologia di Spann: Jakobson ne cita il nome, mentre Trubeckoj si limita a rilevare come la propria concezione sia in linea con “tendenze scientifiche moderne”. Con tale espressione egli si riferisce al pensiero di Spann: questo, tuttavia, si può comprendere solo dalla tipica terminologia ‘spanniana’ usata da Trubeckoj nella descrizione della propria teoria fonologica. Prove ulteriori circa il nesso con lo studioso austriaco emergono dall’esame della corrispondenza fra Jakobson e Trubeckoj. Tali documenti non sono prova di un influsso di Spann sulla fonologia di Trubeckoj e Jakobson. Essi peraltro mettono in evidenza l’alta considerazione che i due linguisti avevano nei confronti della metodologia olistica dello studioso viennese, la quale, a loro avviso, trovava applicazione rigorosa nelle proprie teorie del sistema fonologico.
DOWNLOAD dell'articolo Jan Radimsky, Predicazione: funzione centrale e periferica dei verbi
La presente relazione mostra che il concetto praghese di Centro-Periferia è inteso come un principio metaforico ed elastico, che serve a descrivere relazioni non-binarie tra diversi elementi e fenomeni linguistici. A livello più concreto, il concetto C-P sarà applicato nella descrizione delle funzioni del verbo italiano, specialmente nella relazione tra la funzione predicativa e la funzione supporto del verbo.
DOWNLOAD dell'articolo Guy Achard-Bayle, Du Cercle linguistique de Prague à une linguistique de texte ‘à la française’. Annonce des journées sur la Perspective fonctionnelle de la phrase Metz-Nancy 2012 & Plaidoyer pour une géopolitique des sciences
In questo articolo SI ESPONE l’influenza della Scuola di Praga sulla linguistica testuale francese, più o meno trent’anni fa. Due tendenze sono emerse: la prima incentrata sulla dinamica del testo, grazie a la sua progressione tematica; la seconda, di tradizione logica, ma anche in direzione della pragmatica, sui presupposti della frase.

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Fascicolo 1/2010

In questo numero:

L. Gebert – A. Kreisberg – I. Kuznecova – R. G. Tirado – Z. Guentcheva – A. Lentovskaja – I. Kobozeva – F. Biagini – O. Inkova – M. C. Gatti – A. Bonola – R. Govorucho – M. Isola


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Lucyna Gebert, Acquisizione dell’aspetto nelle lingue slave e romanze [Усвоениe вида в славянских и романских языках]
The paper presents existing research on aspect acquisition in Romance and Slavic languages learned as L1 and L2. It includes also works concerning ‘incomplete acquisition’ of American Russian. All learners exhibit a striking regularity when acquiring aspect in both groups of languages: they first learn perfective aspect with past tense telic verbs and only later on do they extend it to atelic verbs, whereas the imperfective is used in the initial stage with atelic verbs and then with telic ones. Such studies demonstrate that both the lexical classes distinction and the separation between lexical and grammatical aspect are cognitively motivated.
DOWNLOAD dell'articoloAlina Kreisberg, L’uso dei tempi passati in alcune lingue slave e romanze in un’ottica glottodidattica [Употребление прошедших времен в некоторых славянских и романс-ких языках с дидактической точки зрения]
The article stems from the observation of the most common mistakes made by Slavic learners when using the past tenses of Romance languages. The aim of the article is to show that the majority of these mistakes is due to a wrong identification between the Slavic category of perfect and imperfect aspect and the categories of tense and aspect in the Romance languages. In spite of the similarities they display at the level of the parole, they are structured according to different principles at the level of the langue: Romance languages focus on whether an action has occurred before the time of reference vs Slavic languages, which focus on the result of the action.
DOWNLOAD dell'articoloIrina Kuznecova, Caratteristiche aspettuali e temporali del verbo francese e russo: analisi contrastiva [Видовременные характеристики французского глагола в сопоставле-нии с русским]
The author’s arguments strongly indicate that tense anteriority is of primary importance for the French verb’s categorial system as it is the case for the aspect opposition in Russian. That is why the system of equivalences suggested by the French linguists: simple tenses of the French verb – imperfect aspect of the Russian verb and composed tenses of the French verb – perfect aspect of the Russian verb, covers only 90% of the cases. The other cases do confirm the author’s statement about the primary significations of the verb categories in the compared languages.
DOWNLOAD dell'articoloRafael Guzman Tirado, Sobre el aspecto verbal en ruso y en espanol [О глагольном виде в русском и испанском языках]
The article is devoted to the research of aspect in Russian and Spanish with the help of A.V. Bondarko’s theory of Functional grammar, based on the concept of functional-semantic field. Aspectuality is seen as the main concept to compare in both languages. As a result of the research new ideas for the recognition of aspect as a morphological category in Spanish are proposed.
DOWNLOAD dell'articolo Zlatka Guentcheva, Referentiels aspecto-temporels: imparfait et aoriste en bulgare et imparfait et passe simple en francais [Видовременная референциальность: имперфект и аорист в бoлгарс-ком языке, и imparfait и passe simple вo французском языкe]
The aim of this paper is to demonstrate that aspectuality and temporality have scope over the entire predicative relation, giving it aspectual specification which is integrated in the temporal frames of reference by specifying the relations therein (concomitance, anteriority, posteriority, succession,…). The discussion will be conducted, in line with cognitive linguistic research, within the theoretical topological framework inherent in the topology. The paper starts with a sketch of the important distinction between ‘state’, ‘process’, and ‘event’ and of the notion of boundary which is relevant to the analysis of aspectuality, then moves on to some aspectual values denoted by the Imperfect and the Aorist in Bulgarian and the Imperfect and the Passe Simple in French. It shows that grammatical tenses must be explicitly linked to basic notions such as stability, change, process, transition, etc. which take on specific semantic meanings depending on the type of temporal reference anchoring (speech act, deictic temporal reference, non deictic relative temporal reference).
DOWNLOAD dell'articolo Anna Lentovskaja, Classificazione azionale del lessico russo: un paragone con l’italiano [Акциональная классификация русской лексики в ее сопоставлении с итальянской]
This paper introduces an Actional classification of Russian verbs, based on verbal clusters ( Janda 2007, 2008) instead of binary oppositions, and compares it with the Actional classification of Italian verbs developed by Bertinetto (1987, 1997 ss.). This type of approach presupposes syntactical testing of Actional features (telicity, durativity, stativity etc.) of all Russian verbal stems, regardless of their possible attribution to aspectual pairs, and further, their grouping into clusters of lexically derived verbs. The comparison is thus drawn between single Italian verbs and Russian verbal clusters. The contrastive analysis is illustrated with the results of a linguistic test carried out at the Saint-Petersburg State University.
DOWNLOAD dell'articolo Irina Kobozeva, Variazione delle marche dei nessi semantici interfrastici nel testo russo: parametri, [Параметры варьирования показателей межфразовых семантических связей в русском тексте]
In the paper connectors are analyzed as markers of semantic (= rhetorical) relations in discourse. It is demonstrated that Russian connectors vary as to their semantic potential, the direct / indirect way of conveying the semantic relation in question, the restrictions on the discursive rank (nucleus / satellite) of the textual units they connect, on their modality and on their communicative status in terms of theme / rheme and given / new. The latter is shown to underlie the conjunction splitting. Also such formal parameters of connectors’ variation are discussed as their syntactic nature, part of speech they belong to, the degree of freedom measured in terms of variability of their lexico-syntactic structure. Restrictions on the structural variation of phrasal connectors are discussed and some of them explained.
DOWNLOAD dell'articolo Francesca Biagini, Proprietà sintattiche e funzionamento delle congiunzioni composte finali nella lingua russa [Синтаксические свойства и функционирование целевых составных союзов в русском языке]
The aim of this work is to describe the grammatical status of Russian purposive phrasal conjunctions (such as dlja togo čtoby and s cel’ju togo čtoby) on the basis of their syntactic functioning and considering the difference in behavior some of them have. Our hypothesis is that the grammatical characteristics of purposive phrasal conjunctions – in part similar to those of the simple conjunction čtoby and in part similar to those of conjunctional syntagms (such as s želaniem [čtoby]) – are determined by their degree of grammaticalization. Five main formal parameters will be used in order to define this degree.
DOWNLOAD dell'articolo Olga Inkova, Proposizioni correlative in russo e francese: somiglianze e differenze [Соотносительные предложения русского и французского языков: сходства и различия]
The article is aimed at outlining a range of phenomena that can be viewed as relative relations in Russian as well as in French. Russian is characterized by the use of demonstrative pronouns introducing subordinate clauses in the main clause. If the subordinate clause precedes the main one, relative words’ scope is extended to the phrase’s scope, and semantic correlation based on the relations among quality, quantity and tense identity corresponds to syntactic correlation.
DOWNLOAD dell'articolo Maria Cristina Gatti, Elementi connettivi nel discorso argomentativo e marche dell’argomentatività nella lingua russa [Соединительные элементы в аргументативном дискурсе и показате-ли аргументативности в русском языке]
The article focuses on linguistic markers of argumentation in Russian and on the cues they can provide for the reconstruction of standpoints and arguments in argumentative discourse. The analysis of the constitutive relations of argumentative discourse is carried out within the broader perspective of Congruity Theory, a semantic-pragmatic approach to text cohesion which allows to identify the specificity of argumentative speech acts. Particular attention is devoted to the analysis of the argumentative speech act of conclusion and of the modal marker used in Russian for its linguistic manifestation, described also in its contrastive aspects. Some considerations are finally developed on the possible implications of the characterization of argumentative speech acts for the description of Russian language, in particular for the semasiological analysis of the communicative functions of Russian discourse particles.
DOWNLOAD dell'articolo Anna Bonola, Funzioni testuali e pragmatiche delle particelle russe: un confronto fra russo e italiano [Текстуальные и прагматические функции русских частиц: Сопоста-вительный анализ русского и итальянского языков]
The article analyses Russian particles with textual and pragmatic functions, i.e. which create textual cohesion and express the speakers’ attitude and situational references. The particles are interpreted as markers of sequential connectives, Eddo Rigotti’s concept which indicates a predicate at textual level which includes both logico-semantic and pragmatic suppositions among arguments. The analysis of the examples concerns the particle ved’, interpreted as a sequential connective marker and its Italian translations. It is noted that Russian particles are rendered in Italian partially by discourse markers or through syntactic tools. Discourse markers include adverbs and particles (often clearly deverbal), but Italian appears to attribute fewer pragmatic-textual functions than Russian to these particles.
DOWNLOAD dell'articolo Roman Govorucho, Qualche osservazione sull’uso dei verbi proposizionali in italiano e in russo [Глаголы пропозициональной установки в итальянском и русском текстах]
The paper considers ways in which predicates are treated in Russian and Italian. Comparative analysis of translations from Italian into Russian shows that the former tends to use them more widely than the latter. Predicates of propositional attitude (mainly verbs of speech as well as verbs of emotive, mental and perceptional semantics) have been analysed and classified according to their semantics; to their obligatory/arbitrary character; to the reasons for their use in the sentence. The main conclusion is that in Italian modus elements are more obligatory/manifest, while in Russian they prove to be fully or partially reduced.
DOWNLOAD dell'articolo Maria Isola, La struttura informativa dell’enunciato e le sue modalita di espressione in russo e in italiano [Коммуникативная струтура высказывания в русском и итальянском языках]
This paper will provide a comparative analysis of the set of formal devices used to code the topiccomment relation in Italian and Russian. The primary focus of the analysis is to highlight how Italian prefers to encode the topic-comment relation by using those formal structures, which allow to maintain or to repristinate the basic word order of the italian sentence SVO. The analyzed corpus will consist of a number of sentences from the novel Heart of a dog by Michail Bulgakov and five of his italian translations. The aim of the paper is to show how basic word order SVO exerts influence on the way topic-comment relation are formally expressed in the italian sentence, and how his maintenance often leads to a wrong translation of the communicative component of the original sentence.

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Fascicolo 2/2009

In questo numero:

R. Maltby – G. Calboli – E. Cesaretti – F. Stok – L. Lanza – M. Ravetto – F. Grande – D. Vaccaro – C. Gaetani Liseo – L. Bignotti – G. Altamura


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Robert Maltby, The Origins of Language: Ancient and Modern Theories in Dialogue
L’articolo si focalizza sull’origine del linguaggio e sulla relazione tra parole e oggetti nelle fonti antiche, tra le quali il Cratilo platonico e il De Lingua Latina di Varrone, che vengono messe in relazione con le teorie della linguistica moderna. Il dibattito nel mondo antico si concentra sulla natura di questa relazione: se sia essa naturale o convenzionale. La teorizzazione di un legame naturale propria di Platone, viene respinta già da Aristotele, ma è possibile ritrovarla, alternativamente a delle proporte di “convenzionalità”, nel pensiero epicureo, stoico, che ritroviamo in Varrone e nelle teorie moderne.
DOWNLOAD dell'articoloGualtiero Calboli, Linguistica antica e linguistica di oggi
La linguistica moderna si fonda sulla linguistica antica, in particolare sulla grammatica dei Greci e dei Latini: ad es. il concetto di frase come valore di verità (come la combinazione di parti del discorso sufficiente ad esprimere un giudizio di vero o di falso), che costituisca poi il punto di riferimento
di tutti i componenti del discorso (Chomsky e Montagne), è già di Aristotele e poi degli Stoici che hanno sviluppato la dottrina dell’axioma. Partendo, poi, dal criterio della ‘grammaticalizzazione’, largamente usato nella linguistica odierna in una prospettiva di storia della lingua, si affronta il concetto di lingua L o ‘lingua logica’ come attenzione metalinguistica e applicazione della linguistica derivata dal valore di verità (Montagne e Creswell). Si è messo, quindi, in rapporto questo atteggiamento con la tradizione legislativa e giudiziaria mesopotamica, semitica, indo-europea (Ittiti, Greci e Latini). In questo ambito si mostra come da una parte abbia cominciato a formarsi una coscienza linguistica e metalinguistica, e, d’altra parte, come la stessa lingua si sia arricchita di forme più complesse quali congiuntivo e ottativo e altre forme ‘oblique’ nominali e verbali (Vedico, Greco, Latino, Tocario). Lo sviluppo delle lingue indeuropee ha comportato, poi, in alcune lingue un riequilibrio tra forme nominali, pronominali e verbali in stretto rapporto con la struttura della lingua (nascita dell’articolo in Greco e nelle lingue Romanze derivate dal Latino e forte riduzione o scomparsa delle forme nominali del verbo come costruzioni participiali e infinitive (AcI)). Si connette, così, il problema dei cambiamenti che sono entrati stabilmente nella lingua come effetto della loro entrata nella ‘core grammar’ della lingua e, quindi, si affronta il
problema di come individuare la ‘core grammar’ di una lingua: in Latino individuazione della ‘core grammar’ tramite il bilinguismo (Greco–Latino). In conclusione e in connessione con il procedimento d’individuazione di una lingua L viene presentata la dottrina dei tropi e delle figure e dello
sviluppo della metafora e delle figure fra loro interconnesse nel gruppo della “allosiosis”.
DOWNLOAD dell'articoloEnrico Cesaretti, Massimo Bontempelli e il mito classico: il caso di Gente nel tempo
Questo saggio approfondisce l’analisi del mito classico di Kronos, alla base di Gente nel tempo di Bontempelli, e propone una nuova intepretazione del romanzo. Tale mito, se interpretato alla luce delle idee dello scrittore circa la creatività artistica, la Storia ed il tempo, suggerisce che il romanzo,
pur descrivendo l’azione distruttrice e divoratrice del tempo inteso come Kronos, allude anche alla possibilità di recuperare e ri-esperire un tipo di tempo alternativo: Kairos. Il noto progetto bontempelliano di ‘recupero dell’individuo’ ed il suo tentativo di fuggire dalla negatività della Storia
possono dunque derivare da un’esperienza alternativa, ‘kairotica’, in cui il tempo è caratterizzato dalla sua natura qualitativa piuttosto che quantitativa ed in cui l’arte e la creatività possono riacquistare ruoli attivi e preminenti. Per Bontempelli, in conclusione, la categoria del ‘gioco’, in tutte le sue ramificazioni, rappresenta appunto questo tipo di salvifica esperienza.
DOWNLOAD dell'articoloFabio Stok, Strategie freudiane: cultura classica e psicoanalisi
Freud, nelle sue opere, cita frequentemente autori greci e latini, nell’ambito di una strategia comunicativa di cui è possibile ricostruire le diverse fasi. I riferimenti al mondo antico sono rari o assenti nella prima fase della sua produzione (fino al 1899), anche negli Studi sull’isteria, dove pure il metodo ‘catartico’ elaborato da Freud e Breuer riecheggia Aristotele. Riferimenti ad Aristotele, Artemidoro d altri autori compaiono nella I ed. dell’Interpretazione dei sogni, e diventano più fitti e frequenti nelle edizioni successive. In seguito Freud indicò autori antichi quali veri e propri precursori del proprio pensiero: Platone per la teoria della libido ed Empedocle per la revisione della teoria delle pulsioni elaborata negli ultimi anni, che portò Freud ad introdurre l’istinto di morte.
DOWNLOAD dell'articolo Letizia Lanza, Mostri e meraviglie. Echi dall’ antico nelle opere di Sylvia Plath
Nell’universo visionario di Sylvia Plath numerose sono le immagini, le fantasie, gli spettri che infestano e, d’altro canto, alimentano la sua anima e la sua poesia. In non piccolo numero affiorano da un passato più o meno remoto, anche dal patrimonio della mitologia classica, e si innestano su mostri più recenti, vivi, dunque pericolosissimi. È questo il caso della Gorgone Medusa, presente nelle evidenze letterarie e artistiche dell’antichità greco–romana ed etrusca, che trova infausta personificazione nella figura (reale) della madre–matrigna Aurelia – come dimostrano sia brani in poesia e in prosa sia, di più ancora, le vibranti pagine dei Diari. È dunque l’eterno, irrisolto conflitto con la figura materna a determinare fin dagli inizi, nella poeta americana, tutta una serie di pulsioni, inquietudini, desideri, rifiuti, incertezze, ansie, in un continuo, sofferto alternarsi di vittorie e sconfitte. Motivi e ossessioni che trovano ulteriori benché diversi echi nei brani sull’esperienza matrimoniale con Hughes, destinata a chiudersi tragicamente, per Sylvia, con la delusione dell’adulterio e il successivo suicidio all’età di 30 anni.
DOWNLOAD dell'articolo Miriam Ravetto, Pseudorelativsätze vs. Relativsätze im Frühneuhochdeutschen und im Neuhochdeutschen: Syntax, Semantik und kommunikative Funktion
Il contributo propone un’analisi diacronica dei Pseudorelativsätze (pseudo-relative), ovvero frasi introdotte da un d-pronome di ripresa anaforica (der/die/das) che, pur manifestando strette analogie con le subordinate relative, differiscono da queste ultime in quanto presentano il verbo coniugato in seconda anziché in ultima posizione (cfr. Es gibt Philosophen, die kommen aus Grönland). Il corpus è costituito da testi scritti appartenenti all’alto tedesco protomoderno e moderno. L’uso delle pseudo-relative viene confrontato con quello delle subordinate relative in base a variabili sintattiche (posizione della struttura, classe di parola dell’antecedente etc.) e a funzioni semanticopragmatiche di ciascuna attestazione (funzione descrittiva, narrativa, identificativa etc.). Lo studio diacronico ha lo scopo di identificare analogie e/o divergenze nell’uso delle pseudo-relative tra i due periodi storici considerati e individuare costanti significative che favoriscono la presenza di una struttura sintattica al posto dell’altra.
DOWNLOAD dell'articolo Francesco Grande, L’insegnamento dell’arabo in contesto migratorio: proposte per un modello didattico diglossico e minimalista
Questo lavoro indaga il modello glottodidattico adottato nei corsi di arabo del progetto Laboratorio Interculturale (LABINT ) avviati in territorio milanese. La Sezione 1 delinea lo scenario sociolinguistico e glottodidattico dei Paesi Arabi, soprattutto in termini di diglossia. La Sezione 2 offre uno studio di caso del modello glottodidattico di LABINT . Le Sezioni 3 e 4 propongono di alleggerire l’apprendimento dell’arabo standard, valorizzando nei discenti le competenze pregresse di dialetto, tanto lessicali quanto sintattiche, come enucleate, rispettivamente, dall’ipotesi sociolinguistica dei ‘sistemi coesistenti’ e dall’ipotesi chomskiana dei ‘Princìpi e Parametri’. Le sezioni 5 e 6 presentano i lineamenti di un syllabus basato su tale approccio e le conclusioni.
DOWNLOAD dell'articolo Daniela Vaccaro, Numerical Value of the Foreign languages Classroom and Relationship with quality of the Teaching Method. Considerations and Research Themes
Il presente lavoro si basa su un’analisi variabile quantitativa degli studenti in rapporto al metodo di insegnamento della F.L.E. e consiste in uno studio dei diversi livelli di analisi nell’acquisizione di una seconda lingua. Il punto di partenza della nostra ricerca è costituito da una suddivisione delle quattro categorie di viaribili basate sulla teoria di Savignon. Gli studi intorno a questo tema comprendono i lavori di Gardner e Bettoni che si basano sulle esigenze degli apprendenti e sulle definizioni di interlingua di Corder, Selinker e Py; sul modello monitor proposto da Krashen; sulla differenza tra competence e performance derivante dalla teoria di Ellis e Barkhuizen. Gli approcci longitudinali e latitudinali analizzati da Larsen-Freeman e Long hanno una grande importanza per i nostri studi. L’approccio numerico permette di definire un metodo di insegnamento/apprendimento basato sulla consistenza quantitativa del gruppo-classe.
DOWNLOAD dell'articolo Cristina Gaetani Liseo, La battaglia del frontespizio e la percezione della traduzione
La percezione della traduzione viene indagata partendo dalla pratica bibliotecomica, la quale mostra come l’omissione del nome del traduttore sul frontespizio, abitudine esistente in editoria, abbia delle conseguenze non solo per il traduttore, ma anche per il lettore e la traduzione stessa. Tale omissione è un simbolo materiale della mancanza di percezione della traduzione – tema trattato in un questionario condotto tra i lettori di una biblioteca pubblica. I risultati di quest’ultimo, analizzati nella seconda parte dell’articolo, evidenziano l’urgenza di adottare alcune strategie per
sensibilizzare il pubblico lettore e nella conclusione trovano luogo alcune proposte.
DOWNLOAD dell'articolo Laura Bignotti, Traduzione come creazione poetica. I sonetti di Veronica Gambara nella versione tedesca di Martin Opitz
Tra i modelli letterari scelti da Martin Opitz (1597-1639) nell’ambito della propria importante opera di traduzione compaiono numerosi testi riconducibili al vasto repertorio del petrarchismo europeo. Quanto ai modelli italiani, i suoi Weltliche Poemata (1644) comprendono, oltre alla versione tedesca di due sonetti di Petrarca, la traduzione di sette liriche della poetessa bresciana Veronica Gambara (1485-1550). La peculiarità di queste “traduzioni” opitziane – o, forse più opportunamente Nachdichtungen –, esaminate nel presente articolo, risiede in una modalità di riproposizione dei contenuti che porta con sé le tracce di una loro più o meno consapevole reinterpretazione e personalizzazione, pur nel rispetto dell’assai formalizzato codice espressivo imposto dall’originale.
DOWNLOAD dell'articolo Giuliana Altamura, Il dialogo nell’opera del primo Maeterlinck
Il saggio, dopo essersi soffermato sulla poetica del silenzio del drammaturgo belga, si propone di approfondire l’analisi del dialogo nell’opera del primo Maeterlinck. Al rifiuto della mimesi classica corrisponde un discorso che ricalca le dinamiche dell’inconscio per arricchirsi di un ulteriore livello di lettura che trascende la comunicazione superficiale necessitata dalla situazione, assumendo un significato universale. Si rileva come la parola recuperi una dimensione prima e si avvalga del non-detto per esprimere ciò che l’insufficienza del linguaggio non può carpire. Ne deriva un dialogo spersonalizzato e monologico, pregno di ripetizioni ed echi, logicamente sconnesso e frammentario, punteggiato da esclamazioni e sospensioni che ne evidenziano l’inquietudine e la di dinamismo.

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