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Fascicolo 1-2/2014

In questo numero:

C. Assoni – T. Austenfeld – R. Barsky – F. Baucia – F. Bellini – B. Belloni – L. Bignotti – E. Bolchi – S. Carini – S. Cigada – M. Corradini – F. Crippa – C. Foppa Pedretti – G. Grata – F. Locatelli – F. Lonati – R. Marseglia – L. Mor – P. Nardi – D. Pagani – R. Pignataro – P. Ponti – F. Rognoni – S. Rosso – B. Saglietti – G. Segato – D. Vago – M. Verna


Saggi

DOWNLOAD dell'articolo Indice
DOWNLOAD dell'articolo Clara Assoni, Fuga dalla modernità (fuga verso il mito). L’Escape nelle opere di Tolkien
The Lord of The Rings non è un romanzo per ragazzi o una saga fantasy di pura evasione, ma è un racconto epico di sopravvivenza alle ‘brutture’ del mondo moderno. In On Fairy-Stories Tolkien chiarisce il concetto di escape come molla propulsiva per la sub-creation, momento salvifico per l’essere umano, il cui prodotto è la creazione di un mondo alternativo, improntato alla Bellezza, collocato in un tempo mitico ed eterno. La fantasia ha per Tolkien tre funzioni: recovery, escape e consolation, tra loro indissolubilmente intrecciate. Tale fantasia ristoratrice permette all’essere umano di evadere dal carcere di una vita limitata da menzogne, vuote formalità e condizionamenti. E attraverso di essa l’uomo può ritrovare una freschezza della visione della realtà, depurata dalle scorie contingenti e immersa in un’aurea mitica; l’escape avvia un processo che si adempie e sublima nell’eucatastrophe, oramai non più solo semplice lieto fine delle favole, ma eco dell’Evangelium nel mondo reale.
DOWNLOAD dell'articolo Thomas Austenfeld, Fleeing, Flying, Staying, Leaving: The Persistence of Escape in American Literature
Il potenziale creativo insito nel doppio significato dei verbi inglesi to flee/to fly (i quali denotano tanto la fuga quanto il movimento aereo) è illustrato nei testi canonici della letteratura americana sulla fuga. Oltre alla sua accezione più classica, in questi testi la fuga è spesso intesa come abbandono o partenza mancata. Tali declinazioni della fuga presentano variazioni legate ai ruoli di genere che sono perfettamente illustrate all’interno del romanzo Flight Behavior di Barbara Kingsolver (2012). Quest’opera ricapitola il polimorfismo della fuga nella letteratura americana e ne allarga gli orizzonti di significato fino ad includere la questione del riscaldamento globale.
DOWNLOAD dell'articolo Franco Lonati, Un’anabasi metropolitana. The Warriors di Sol Yurick
La fuga, come motivo narrativo ed elemento di suspense, è utilizzata con una certa frequenza nella cultura popolare e nella letteratura di genere. Si pensi ai molti esempi di fughe disperate in romanzi, racconti e film drammatici, polizieschi, gialli, thriller e horror. Un genere, in particolare, nel quale la fuga è un elemento spesso imprescindibile è certamente il noir: esempi in tal senso possono essere i romanzi di David Goodis, autore del tesissimo Dark Passage (1946), significativamente uscito in Italia sotto il titolo di La fuga, di Martin M. Goldsmith, che nel 1939 scrisse il classico Detour (1939) o di Dorothy B. Hughes, autrice poco celebrata ma assai valida, artefice del misconosciuto ma splendido Ride the Pink Horse (1946).
Oggetto del presente contributo è però un altro romanzo, più recente, che, come quelli sopracitati, è stato in seguito trasformato in un ottimo film. The Warriors (in italiano, I guerrieri della notte), fu scritto da Sol Yurick nel 1965 e, una quindicina di anni dopo, fu portato sullo schermo da Walter Hill, con molte modifiche rispetto al testo originale. Questo romanzo, che narra di scontri fra bande giovanili nella New York degli anni Sessanta, a prima vista non sembrerebbe rientrare pienamente nella categoria del noir, anche se definire il noir è un’impresa in cui si sono cimentati in molti e finora nessuno con pieno successo.
DOWNLOAD dell'articolo Robert Barsky, The Savage Pilgrimage: D.H. Lawrence’s Dialogic Journeys upon Monte Verità, the Mountain of Truth
Al centro dell’enorme corpus di poesie, racconti, romanzi e critica letteraria di Lawrence c’è Lady Chatterley’s Lover, il primo della lunga serie di classici censurati descritti in un recente lavoro come “Dirt for Art Sake”. A dispetto della popolarità della scrittura di Lawrence, comunque, e della notorietà che guadagnò dai procedimenti legali avviati contro di lui in nome della censura, pochi critici hanno messo in rapporto la sua ricerca letteraria e culturale con il suo intenso impegno intellettuale verso la contro-cultura contemporanea in Germania e in Svizzera e molti, forse come conseguenza, deridono o ignorano i suoi lavori più scabrosi. In questo saggio discuterò come esempi di contro-cultura contemporanea – e in particolare l’adesione di Lawrence alle idee derivanti da anarchici, bohémiens, nudisti, adoratori del sole, vegetariani, e le colonie artistiche di Monte Verità – furono catalizzatori per le qualità dialogiche e carnevalesche di lavori come Sun e Lady Chatterley’ Lover. Questa relazione traccerà i tentacoli storici e ideologici che connettono il lavoro di Lawrence alla contro-cultura contemporanea, e si concluderà poi collegando il suo approccio alla scrittura di M.M. Bakhtin, il cui corpus appare come un manuale per quei lettori che volessero affrontare la scrittura dialogica più impudica e diretta di Lawrence.
DOWNLOAD dell'articolo Francesco Baucia, Fughe ‘dal’ tempo, fughe ‘nel’ tempo: Borges, McTaggart, Nabokov
Questo intervento presenta due diversi tipi di rapporto tra i concetti di ‘fuga’ e di ‘temporalità’, che sono esemplificati da due frasi tratte da una coppia di opere di V. Nabokov. Il primo tipo di rapporto esaminato può essere chiamato ‘fuga dal tempo’: si tratta di una relazione tra questi concetti che rivela una posizione filosofica scettica nei confronti dell’esistenza reale del tempo, posizione che è condivisa da scrittori come J.L. Borges e da filosofi come J.T. McTaggart. Il secondo tipo di rapporto può essere invece denominato ‘fuga nel tempo’: secondo Nabokov, la temporalità è la dimensione più decisiva per l’arte e la letteratura, e dunque non è possibile realizzare una ‘vera’ fuga dal tempo. Il vero obiettivo dell’artista deve essere pertanto quello di realizzare una fuga nell’elemento puro (medium) della temporalità, ossia nella sua ‘tessitura’, piuttosto che nei suoi contenuti (nel suo ‘testo’).
DOWNLOAD dell'articolo Federico Bellini, In fuga sulla sedia a dondolo: Murphy di Samuel Beckett
Il saggio tratta del significato della sedia a dondolo nel romanzo Murphy di Samuel Beckett, considerata come esempio della ‘simbologia geometrica’ dell’autore. Si sostiene che la forma della sedia a dondolo possa essere interpretata in relazione all’interesse di Beckett per i numeri irrazionali quali mezzo per illustrare il tipo di relazione fra i suoi personaggi e il mondo. Si propone inoltre di mettere in relazione in questo senso la sedia a dondolo con un altro oggetto tipicamente beckettiano, la bicicletta, che si rivela caratterizzata da una simbologia a essa complementare. La relazione fra questi due oggetti, si sostiene infine, può fungere da paradigma per una tipologia dei personaggi beckettiani, tesi fra una fuga verso un altrove indefinito e una fuga verso un’interiorità staccata dal mondo.
DOWNLOAD dell'articolo Benedetta Belloni, Storia di una diaspora morisca: le istruzioni per la fuga verso Oriente nel manoscritto aljamiado 774 della Biblioteca Nazionale di Parigi
Il presente articolo analizza un frammento (ff. 37v-39r) del manoscritto aljamiado n. 774 appartenente alla Biblioteca Nazionale di Parigi. L’obiettivo dello studio è quello di riflettere non solo sul valore del documento come testimonianza storica della fuga verso Oriente di alcuni componenti della comunità ispano-musulmana, ma anche quello di ragionare sul considerevole significato che la produzione aljamiado-morisca assume nell’ambito della letteratura spagnola dei secoli XVI e XVII.
DOWNLOAD dell'articolo Laura Bignotti, Fuga del tempo, fuga dal tempo: la poesia di Johann Ch. Günther (1695-1723)
Il presente contributo indaga, attraverso l’analisi di alcuni passi particolarmente significativi, la presenza e l’evoluzione del tema della fuga nella poesia dell’autore tardo barocco Johann Christian Günther (1695-1723). Tale tematica è ravvisabile innanzi tutto nei frequenti rimandi lessicali alla fugacità della vita terrena dei canti giovanili del poeta, ed emerge, in particolare nella sua produzione matura, nei riferimenti alla volontà di sfuggire ad un mondo incapace di accogliere la sua voce poetica, e, al contempo, alle convenzioni dell’epoca barocca, ormai alle sue spalle.
DOWNLOAD dell'articolo Elisa Bolchi, Fuga verso il presente. Un’analisi delle fughe in The Stone Gods di Jeanette Winterson
Quando si apre The Stone Gods la fuga sembra l’unica alternativa possibile per sopravvivere a un pianeta che sta per scomparire. Questa fuga si rivelerà però inutile, perché la nuova meta, la nuova speranza, si scoprirà essere semplicemente il nostro presente, il Pianeta Terra, che alla fine del romanzo è già tanto malridotto da lasciare, ancora una volta, la fuga come unica alternativa. Nel romanzo della Winterson la fuga è quindi un concetto ampiamente indagato, sotto diverse forme: come fuga dalla società, dalla ‘normalità’ socialmente accettata, dalle gabbie culturali e, non ultimo, da un pianeta in estinzione.
DOWNLOAD dell'articolo Sara Carini, “La historia no la leemos, la releemos siempre”: fuga dall’archivio in Rodrigo Rey Rosa e Horacio Castellanos Moya
L’articolo analizza il rapporto tra archivio e storia in due romanzi centroamericani contemporanei: El material humano di Rodrigo Rey Rosa e Insensatez di Horacio Castellanos Moya. L’analisi porta alla luce come il recupero dell’identità collettiva conservata all’interno degli archivi si riveli per entrambi i protagonisti sia una fuga dal presente (violento e caotico), sia una fuga dal passato (autoritario e ‘silenziato’). Una fuga però impossibile, frustrata a causa della paura e della paranoia che derivano dall’impossibilità di rivisitare e conoscere il passato in piena libertà.
DOWNLOAD dell'articolo Sara Cigada, La Fuite dans Les Passions de l’âme (Descartes)
Nella sua ultima opera Cartesio affronta il tema delle passioni e della loro collocazione problematica nell’uomo, finora descritto come la somma di due fattori indipendenti: la res cogitans e la ‘macchina del corpo’. La passione in effetti coinvolge misteriosamente anima e corpo in un’unica esperienza. Oltre a introdurre l’escamotage della ghiandola pineale, l e ’autore afferma che il corpo va addestrato severamente, affinché la sua sottomissione all’anima sia completa. Tra gli esempi, torna frequentemente quello della paura, della quale la fuga è una conseguenza possibile, ma non inevitabile… Ma, soprattutto, la fuga viene a rappresentare il nucleo di ogni passione umana, in quanto polo negativo del desiderio di bene dal quale nasce ogni nostra azione.
DOWNLOAD dell'articolo Marco Corradini, Le sirene, la poesia, la morte. Appunti su Omero e Pascoli
Le Sirene costituiscono un pericolo mortale per chi le ascolta, ma il loro canto viene presentato come un’offerta di conoscenza e un’immagine della poesia stessa. Il contributo prende in esame l’archetipo omerico (Odissea XII) e la rilettura dell’episodio proposta dall’Ultimo viaggio di Giovanni Pascoli (Poemi conviviali, 1904), per mostrare come nel primo caso le Sirene appaiano una realtà da fuggire, nel secondo al contrario Ulisse le ricerchi consapevolmente, spinto da un bisogno esistenziale di identità e di assoluto: ora però le Sirene tacciono, e sono loro a diventare sfuggenti.
DOWNLOAD dell'articolo Francesca Crippa, In fuga dalla storia, dagli stereotipi e dalle convenzioni sociali: il caso della ‘Pastora’ in Donde nadie te encuentre di Alicia Giménez-Bartlett
Nel romanzo di Alicia Giménez-Bartlett, Donde nadie te encuentre, il tema della fuga si articola su due direttrici. La protagonista fugge dalle discriminazioni di una società incapace di accogliere ed accettare la sua diversità. Allo stesso tempo, tutti i personaggi coinvolti nella narrazione sperimentano un graduale processo di allontanamento dagli ideali imperanti nella Spagna franchista. Lo scopo di questo lavoro è rileggere il testo alla luce di tali considerazioni, analizzando come in esso la scrittrice sviluppa il tema della fuga intesa come rottura totale e proiezione verso una nuova dimensione vitale alla quale tutti i personaggi sembrano aspirare.
DOWNLOAD dell'articolo Clara Foppa Pedretti, In fuga dalla tirannia, dall’odio e dal perdono: Urania Cabral in La fiesta del Chivo di Mario Vargas Llosa
Rafael Trujillo è conosciuto come uno dei dittatori più feroci e spietati che hanno tormentato l’America Latina. Il suo regime, che per trentuno anni ha oppresso il popolo dominicano, ha avuto fine il giorno del suo assassinio, il 30 maggio 1961. Nel 2000 Mario Vargas Llosa ha pubblicato La Fiesta del Chivo, romanzo che narra gli ultimi quindici giorni di vita del despota dominicano. La protagonista dell’opera, Urania, figlia di Agustín Cabral, uno dei senatori di Trujillo, dopo più di trent’anni trascorsi negli Stati Uniti, fa ritorno a Santo Domingo. Attraverso il suo racconto veniamo a conoscenza della barbara violenza e dell’amaro tradimento che l’hanno portata a fuggire da un dolore incancellabile, incurabile, che segnerà per sempre la sua esistenza. Questo lavoro si propone di analizzare come la fuga di Urania sia, in momenti diversi, allontanamento e riavvicinamento alla sua vita e alle sue origini, alla costante ricerca della verità.
DOWNLOAD dell'articolo Giulia Grata, Montale contra Rimbaud: la Bildung di “chi rimane a terra”
S’indaga il rapporto di Montale con Rimbaud alla luce del confronto fra Mediterraneo (1925) e Le Bateau ivre (1883): due poemi narrativi di giovinezza in cui viene messo a tema il contatto dell’uomo-poeta con il mare. S’illustra come, nel generale quadro di apprensione e superamento della poetica simbolista messa in atto nei primi Ossi di seppia, Montale inscriva un esplicito riferimento alla vicenda esistenziale e poetica di Rimbaud quale essa è rappresentata nel Bateau ivre.
DOWNLOAD dell'articolo Federica Locatelli, Des lignes de fuite vers le moi : Henri Michaux
Since the very beginning, Henri Michaux’s poetry has investigated the topic of being, namely its definition, its extent and its boundaries, through the instrument of writing. According to the poet’s vision, human being is “multiple, complexe et d’ailleurs fuyant”; as a consequence, poetry, whose main objective is “questionner, ausculter, approcher le problème de l’être” (Passages), cannot but witness this protean and elusive tendency. Therefore, in the context of a poetic production focused on the theme of the escape, the self, “[qui] est et se voudrait ailleurs, essentiellement autre”, shall overflow its physical and linguistic boundaries, dissolving into many “lignes de fuite”/ “convergence lines” (Deleuze-Guattari), which represent the real issue treated in Michaux’s poetry. As we hope to demonstrate by the analysis of some pages of Plume, La Vie dans les plis, Face aux verrous, the escape and moving of the self, including its body and identity, are not the result of arbitrary imaginative work, but the most suitable poetic strategy allowing the reader to grasp the real objective of art, that is to say the inexhaustible longing for self-understanding, as well as understanding of others.
DOWNLOAD dell'articolo Franco Lonati, Un’anabasi metropolitana. The Warriors di Sol Yurick
La fuga è uno degli elementi narrativi e stilistici attorno a cui è costruito uno dei generi caratteristici della letteratura americana del XX secolo, il noir. Il mio contributo prende in esame un esempio di noir moderno e atipico, un romanzo se r misconosciuto che il capolavoro cinematografico che ne è stato tratto ha finito, paradossalmente, per oscurare ulteriormente, The Warriors, scritto da Sol Yurick nel 1965. Questo romanzo, seguendo il solco tracciato da autori come David Goodis e Dorothy Hughes, è incentrato su una fuga (fisica e metaforica), ma si distacca dalla tradizione per le caratteristiche, le motivazioni e i significati che questa fuga assume nel corso della narrazione e che sono oggetto del mio paper.
DOWNLOAD dell'articolo Rocco Marseglia, OEdipe, un héros en fuite
This paper aims to highlight the various ‘escapes’ marking the various moments of Oedipus’ mythological story as it arises in Oedipus Rex by Sophocles. T x hough Laius has pierced his son’s feet in order to prevent him from escaping, Oedipus arrives in Corinth; after he discovering that he is not Polybus’ real child, he resumes his escape and arrives in Thebes, his true homeland. Here, he will see the truth and flee into exile. Sophocles’ Oedipus Rex stages this Theban stay of Oedipus, closed between two parallel escapes.
DOWNLOAD dell'articolo Lucia Mor, La fuga negata. Marie Luise Kaschnitz e il nazismo
Nel gennaio del 1946 la scrittrice tedesca Marie Luise Kaschnitz pubblica sulla neonata rivista “Die Wandlung” (Il cambiamento) il saggio Von der Schuld (Sulla colpa) nel quale reagisce, a pochi mesi dalla fine della guerra, alle accuse rivolte da più parti ai Tedeschi di aver consentito al nazismo di trascinare il mondo nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Le pagine della Kaschnitz sono un documento dimenticato del dibattito, ad oggi inconcluso, sul tema della colpa dei Tedeschi che non opposero resistenza al regime di Adolf Hitler: esse non sono recuperate per decidere sulla condanna o sull’assoluzione della scrittrice e di chi con lei si definì ‘vigliacco’ per aver taciuto, bensì per cercare di comprendere le cause dal punto di vista umano del fenomeno della Innere Emigration, causato dal potere paralizzante esercitato dal regime del terrore, che chiuse ai più ogni via di fuga concreta e, soprattutto, la via della coscienza.
DOWNLOAD dell'articolo Paola Nardi, Runaway Women Slaves: From Slave Narratives to Contemporary Rewritings
Il saggio si apre con una breve panoramica sul dibattito teorico attualmente in corso che intende mostrare come le donne schiave raccontino le loro esperienze di negazione di libertà con modalità differenti rispetto a quelle adottate dagli uomini. Proprio per la diversità di genere, le condizioni di schiavitù al femminile hanno caratteristiche del tutto proprie che danno origine a “a different story to tell” al femminile. L’analisi prosegue poi prendendo in considerazione due testi, Incidents in the Life of a Slave Girl, testo esemplare di racconto autobiografico di schiavitù scritto da Harriet Jacobs e pubblicato nel 1861, e Beloved del premio Nobel Toni Morrison, un’opera del 1987 fra le più rappresentative delle neo-slave narratives, romanzi contemporanei che testimoniano come la storia e la memoria della schiavitù giochino ancor oggi un ruolo di primo piano nella definizione dell’identità degli Stati Uniti, sia essa un’identità individuale, di genere, di razza, culturale o nazionale.
DOWNLOAD dell'articolo Daniela Pagani, Fuga da Israele – Il caso dello scrittore Eshkol Nevo
Ne “Il sindacato dei poliziotti yiddish”, Michael Chabon immagina un mondo senza Israele, in cui gli ebrei hanno fondato uno Stato in Alaska, Aharon Appelfeld nel suo ultimo romanzo Il ragazzo che voleva dormire, affronta il tema dell’approdo a una nuova patria, Philip Roth, in un libro splendidamente assurdo, racconta di un suo sosia che si presenta a Gerusalemme per promuovere un progetto diasporista che consiste nel far sloggiare gli ebrei dalla Palestina. Eshkol Nevo, una delle voci più originali della nuova narrativa ebraica, in una sorta di nuova epopea, Neuland, sogna invece una minuscola Città del sole ebraica in Sud America. “I miei protagonisti sono intrappolati come il loro paese. Andare via, li libera”. Un’analisi di come un’invenzione poetica sia in grado di celebrare tutto ciò che sarebbe potuto essere se le cose avessero avuto la forza di andare diversamente.
DOWNLOAD dell'articolo Rosa Pignataro, La fuga dell’‘Io’ narrativo nel romanzo del dopoguerra spagnolo
Il contributo consiste in una proposta di analisi di alcuni dei romanzi più significativi del dopoguerra spagnolo a partire dagli anni ’40 fino agli anni ’60-’70. Mi soffermo ad analizzare la ‘fuga’ dell’‘Io’ dalla narrazione in La familia de Pascual Duarte e La colmena, di Camilo José Cela, El camino di Miguel Delibes e Volverás a Región di Juan Benet. Il primo dei romanzi in esame è marcato dalla presenza forte ed imperante del yo narrativo di Pascual che rappresenta appieno la rotondità dell’autobiografia. La ‘fuga’, l’allontanamento, la disgregazione fino alla totale rottura del patto narrativo tra autore e lettore comincia a concretizzarsi con un romanzo della decade successiva, El camino, in cui un narratore onnisciente filtra l’esperienza autobiografica attraverso gli occhi dei bambini. Il passo successivo è la moltiplicazione infinita della rappresentazione del sé in un mosaico di voci e personaggi narranti ne La colmena. La fuga dell’‘Io’, poi, trova la piena realizzazione nell’opera benetiana Volverás a Región che stigmatizza il totale anonimato narrativo dato da un narratore onnisciente ma che, infrangendo le regole ‘tradizionali’ della narrazione, introduce il lettore in uno spazio dai contorni indefiniti, labili, opachi dove l’‘Io’ fluttua, rivela ciò che i personaggi dicono e sentono ma, confondendone nomi e vicende, testimonia la condizione di rovina dell’esistenza umana.
DOWNLOAD dell'articolo Paola Ponti, “Dobbiamo ritentare la fuga”. L’inizio e i finali delle Avventure di Pinocchio
Nelle Avventure di Pinocchio tre episodi meritano particolare attenzione perché aprono e chiudono la storia del burattino: la fuga dal padre all’inizio del libro (cap. III), quella dagli assassini che pone fine alla tranche pubblicata nel 1881 sul “Giornale per i bambi e ni” (capp. XIV-XV) e, infine, la fuga dal Pesce-cane con la quale termina la versione definitiva dell’opera, uscita nel 1883 per i tipi di Paggi (capp. XXXV-XXXVI). L’analisi ha permesso di evidenziare come il rapporto istinto-ragione segni un’evoluzione nelle modalità di fuga di Pinocchio, lasciandone tuttavia inalterata la struttura di fondo. Il meccanismo di entrambi i finali si articola infatti secondo una forma chiusa che, avendo la morte c ome punto di partenza e come esito conclusivo, si pone in alternativa ad un iter di formazione.
DOWNLOAD dell'articolo Francesco Rognoni, Fuga in Franciacorta. Alessandro Spina e Joseph Conrad
Il saggio è una presentazione dell’opera di Alessandro Spina (1927-2013), senza dubbio il maggior romanziere ‘post-coloniale’ italiano, il quale, nel corso di una carriera attiva di circa cinquant’anni, non ha mai smesso di ‘dialogare’ con l’opera di Joseph Conrad. Il tema della ‘fuga’, onnipresente nei romanzi (e nella vita) di entrambi gli autori, serve da Leitmotiv all’articolo, in cui si mostra (fra l’altro) come la lezione ‘strutturale’ di Conrad (il suo uso del narratore-personaggio) sia, quasi paradossalmente, più riconoscibile nei romanzi ambientati in Italia, fra ambienti borghesi, che in quelli appartenenti al ‘ciclo africano’.
DOWNLOAD dell'articolo Stefano Rosso, Note sulla fuga (e sull’inseguimento) nel western americano
Com’è noto, il motivo della fuga è tipico del romanzo angloamericano, ma acquisisce una centralità chiara e formulaica con il genere western. Tuttavia, soprattutto nel secondo dopoguerra, questo genere in apparenza conservatore ha prodotto alcune opere di narrativa in cui l’ideologia del sogno americano è stata messa radicalmente in questione. Questo breve saggio si propone di mettere in evidenza le operazioni revisionistiche di scrittori come Elmore Leonard, Charles Portis e altri che seguirono le loro orme.
DOWNLOAD dell'articolo Benedetta Saglietti, Ritiro dalle scene, fuga per quartetto vocale, radio contrappuntistica: fugue ed escape in Glenn Gould
Il pianista Glenn Gould abbandonò il mondo dei concerti dal vivo all’apice della sua carriera (1964). Nello stesso periodo la fuga per quartetto vocale So you want to write a fugue?, ironica iperbole meta-musicale, prendeva le distanze dalla musica ‘classica’ occidentale, facendosene beffe. Nel 1967 il radiodocumentario The Idea of North apre la Trilogia della solitudine. Gould ha inventato la ‘radio contrappuntistica’, fatta di linee vocali indipendenti che s’intrecciano senza elaborazione tematica. Egli trasfigura così la sua fuga personale (escape) in arte radiofonica. Attraverso gli scritti di Gould, alcuni dei quali mai tradotti in italiano, e la discussione di So you want to write a fugue? e di The Idea of North mi propongo di chiarire come l’escape del pianista dal mondo sia stata perfezionata attraverso la fuga e il contrappunto.
DOWNLOAD dell'articolo Giulio Segato, Fleeing War. Due strategie di diserzione letteraria:I parenti del Sud di Carlo Montella e Going After Cacciato di Tim O’Brien
Il saggio indaga due diverse strategie di diserzione rappresentate in due romanzi di guerra: I parenti del sud di Carlo Montella e Going After Cacciato di Tim O’Brien. Nelle due opere analizzate la diserzione sembra essere collegata al conflitto che fa da sfondo al romanzo. Nel libro di Montella,il protagonista, ancora obnubilato dalle dottrine tautologiche fasciste, qualche settimana dopo l’armistizio di Cassibile decide di disertare e di fuggire nella villa di un’anziana parente, con lo scopo di rinsavire dall’ideologia del regime. Nel romanzo di O’Brien, invece, la fuga messa in scena dall’autore sembra avere gli stessi tratti grotteschi e assurdi del conflitto in cui è stato catapultato il protagonista,la Guerra del Vietnam.
DOWNLOAD dell'articolo Davide Vago, Proust, fuir l’oralité pour trouver un accent
Proust ha spesso ribadito la sostanziale incompatibilità tra la conversazione mondana e il tempio silenzioso della scrittura letteraria. Tuttavia, più egli si chiude nelle sua stanza foderata di sughero per dare vita alla sua fuga dalla materia transeunte dell’oralità, più quest’ultima tende a emergere nella sua scrittura declinandosi non tanto come voce, bensì in quanto accento. Con la nostra comunicazione intendiamo illustrare questo paradosso esaminando il confronto tra il narratore e la voce di Bergotte.
DOWNLOAD dell'articolo Marisa Verna, Le fugitif. Fuir la vérité dans la Recherche du temps perdu
Everyone knows that Proust’s Recherche is the history of an artistic vocation, the history of a quest of truth. Truth, however, is not easily found and hides itself away. The novel’s hero hides himself, he flees during three thousand pages to avoid facing his artistic mission. This article aims to analyse this flight and it is structured in three parts: the flight of friendship, the flight of love and the flight from literature, Marcel’s final attempt to indulge in divertissement, wasting the true time of beauty for urbane life. Only when sorrow and mourning lead him to the obscurity of the self, can the novel’s hero take upon himself his artistic duty. In effect, if Albertine is the Fugitive, if it is she who physically disappears, it is Marcel who keeps on fleeing in his uninterrupted ‘fugue’, in the double meaning of ‘flight’ and of “a contrapuntal composition in which a short melody or phrase is introduced by one part and successively taken up by others and developed by interweaving the parts”. This last meaning is only possible in the night of sorrow and in the desert of absence.

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